La Spezia, 27 agosto 2018 - E’ quasi una processione: ogni giorno nella caserma dei Carabinieri si recano persone nella speranza di poter ritrovare l’opera d’arte di cui erano rimasti privi; quasi tutti escono rincuorati: il quadro d’autore fa parte dello stock delle opere d’arte sequestrate perché in odore di appropriazione indebita. Così lo sviluppo dell’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo che, a seguito di alcune denunce, avevano individuato e posto sotto sequestro numerose opere d’arte che erano state illegittimamente sottratte ai proprietari da una 65enne spezzina, Giovanna Bernini. La donna, che gestiva un’attività commerciale di cornici, restauro e vendita quadri nel centro città, improvvisamente nell’anno scorso, a suo dire per problemi di salute e conseguenti problemi economici, aveva chiuso l’esercizio facendo perdere le proprie tracce e portando con se tutte le opere che a vario titolo, o depositate in conto vendita o per lavori di restauro le erano state affidate dai clienti. Dopo numerosi e infruttuosi tentativi di rintracciare e ricontattare la donna da parte dei clienti, questi si erano rivolti all’autorità giudiziaria denunciando l’accaduto.

Il fascicolo era stato aperto direttamente dal procuratore Antonio Patrono, che aveva delegato gli accertamenti ai carabinieri. Nell’arco di un mese i militari sono riusciti a individuare la donna che risiede nel comune di Pontremoli; hanno individuato anche un’abitazione in corso di ristrutturazione di proprietà di un conoscente della donna nel comune di Calice al Cornoviglio, dove all’interno venivano ritrovate oltre le opere oggetto di denuncia circa 250 quadri di ignota provenienza. Le opere e lo stabile erano stati sequestrati dai carabinieri in attesa di terminare gli accertamenti per verificare la provenienza del materiale rinvenuto; la donna è stata denunciata per appropriazione indebita. Ciò accadeva il 14 agosto. Da quel momento un susseguirsi di persone in caserma, per lo più vip, nella speranza di ritrovare le opere d’arte sottratte. Alla vista di esse, strette di mano e gratitudine ai carabinieri per essere riusciti a risalire ai beni, nella prospettiva della restituzione, connessa alla prova della titolarità. Intanto in procura pende un’altra istanza di sequestro, questa volta conservativo, presentata dal legale di una delle vittime, l’avvocato Simone Iachia, a fronte dell’appropriazione indebita di un dipinto di Agostino Fossati. Nel mirino la quota di un immobile intestata alla donna.

Corrado Ricci