Tac, foto generica (Fotoschicchi)
Tac, foto generica (Fotoschicchi)

La Spezia, 13 ottobre 2019 - Quattro mesi di attesa per sottoporsi a una Tac all’addome con metodo di contrasto che invece dovrebbe fare nel giro di 10 giorni. Per Roberto Fiore, 59 anni, operato di un tumore al pancreas una decina di anni fa, l’impossibilità di sottoporsi all’esame in tempi brevi è stata una mazzata. È recente infatti la scoperta di una macchia di 13 centimetri nel fegato. «Da qualche tempo avevo un po’ di febbricola – ha spiegato Fiore – e così mi sono rivolto al medico di famiglia che mi ha fatto fare alcune analisi. Da lì è emerso che le GGt (enzima che si trova soprattutto nel fegato) erano altissime.

E mi ha prescruitto una ecografia al fegato, che ho fatto nel giro di tre giorni, e dalla quale è venuta fuori questa macchia di 13 centimetri. Capisce che questa scoperta, per me già operato per un tumore al pancreas con metastasi al fegato, è stato un duro colpo». Così con l’impegnativa del medico alla mano e con la richiesta da farsi in tempi brevi (10 giorni), ha telefonato al Cup. Ma la risposta non è stata quella che si aspettava. «Il codice sulla richiesta della Tac per i tempi della prestazione era barrato alla B e dunque da ottenere in 10 giorni – spiega l’uomo che è anche presidente dell’unione consumatori nazionale –, ma il centralinista che avevo contattato mi ha detto che il primo posto utile è a febbraio del 2020. Ora come posso aspettare così tanto». La preoccupazione e l’ansia è tangibile. Per questo si è rivolto anche a una struttura convenzionata a cui era ricorso in passato.

Ma anche in questo caso la risposta è stata negativa: «Ci dispiace ma abbiamo terminato il budget per l’anno in corso».
«STAMANI (ndr ieri per chi legge) sono stato visitato da una diabetologa dell’Asl – prosegue Roberto Fiore – per un controllo e anche la dottoressa mi ha confermato che sono necessari ulteriori accertamenti per capire la natura di questa macchia». Intanto ieri mattina ha contattato nuovamente l’Asl e il personale lo ha inviato a rivolgersi all’Ufficio relazioni con il pubblico per vedere di riuscire a sottoporsi all’esame così come previsto dai protocolli aziendali. Si dovrà presentare lunedì con richieste alla mano per vedere di riuscire a sciogliere la matassa. «Insomma una situazione difficile – aggiunge l’uomo – ma anche davanti a una possibile soluzione resta il fatto che se una prescrizione riporta un codice di urgenza questa debba essere svolta nei tempi richiesti anche se ci si rivolge ad un centro di prenotazione telefonica».
A.M.Z .