Il giudice Fabrizio Garofalo  ha condannato l’uomo per maltrattamenti
Il giudice Fabrizio Garofalo ha condannato l’uomo per maltrattamenti

La Spezia, 21 settembre 2017 -  ACCECATO dalla gelosia, sospettoso che lei se la facesse con un altro uomo, le rese la vita coniugale un inferno. Ingiurie, minacce, percosse, atti di umiliazione, denigrazioni erano per lei all’ordine del giorno. La donna ebbe la forza di denunciare i maltrattamenti. Questi risalgono all’estate dello scorso anno. Ieri l’epilogo processuale della vicenda con la condanna dell’imputato - G.A. di 30 anni - a due anni e otto mesi di reclusione. La pena è stata inflitta dal giudice Fabrizio Garofalo che si è rivelato più severo dello stesso pm Alessandro Casseri, che aveva chiesto due anni e mezzo di reclusione.

FRA gli episodi contestati all’imputato ci sono gli schiaffi e i calci inferti alla donna alla fermata del bus di Lerici; un’aggressione con... ritorno di fiamma. Sì, perché abbandonata a terra la moglie e allontanatosi da lei, l’uomo è tornato sui suoi passi, per colpire ancora, brutalmente.

Un’altra volta, quando lei ormai esasperata aveva abbandonato il tetto coniugale per trovare riparo in un’altra casa, era stata raggiunta nella stessa, dopo i vani tentativi di lui di bussare alla porta. L’uomo fece irruzione nell’abitazione arrampicandosi su una canale per poi entrare all’interno dell’appartamento attraverso una finestra. E lì giù altre botte, altre frasi pesanti, altre minacce.

FRA LE FRASI contestate, anche il monito del marito-padrone: «Ora dovrai essere tu a mantenermi; ti manderò a fare la puttana».

Un crescendo di intimidazioni, offese e botte stroncato, nell’estate del 2016, dai provvedimenti cautelari chiesti e ottenuti dal pm Federica Mariucci per tenere l’uomo alla larga dalla ex. E poi seguito il rinvio a giudizio dell’imputato per maltrattamenti in famiglia.

IERI la resa dei conti con la giustizia, con la condanna dell’uomo a due anni e otto mesi di reclusione. Imputato e parte lesa non si sono presentati in aula per il processo; il primo si è affidato da una difesa d’ufficio; la seconda ha rinunciato a costituirsi parte civile, affidando al pm la ricostruzione della storia. Questa è stata ritessuta attraverso varie testimonianze, che hanno dato riscontro alla querela.

Corrado Ricci