Foto di gruppo in azienda (foto Frascatore)
Foto di gruppo in azienda (foto Frascatore)

La Spezia, 19 giugno 2016 – Un gigantesco “scudo” ipertecnologico che avrà il compito di intrappolare e compattare il gas incandescente tenendolo lontano dal serbatoio del più grande impianto di fusione nucleare al mondo, in costruzione a Cadarache, nel sud della Francia. Dove l’energia si produrrà proprio come fanno il sole e le stelle. L’enorme magnete uscirà dallo stabilimento spezzino di Asg Superconductors (gruppo Malacalza) dove è in fase di avanzata costruzione. La colossale bobina di cavi superconduttori – una struttura a forma di “D” del peso di oltre 300 tonnellate – è destinata a Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale. Un impianto che potrebbe, se non rivoluzionare, quantomeno aprire nuove strade sul terreno della ricerca e della produzione energetica, visto che è nato con lo scopo di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia. Energia nucleare pulita, ovviamente, oltre che sempre più sicura.

Il progetto Iter è stato messo a punto negli ultimi anni sulla base di un’intensa attività di ricerca e sviluppo condotta in numerosi centri di ricerca, università e industrie di tutto il mondo a cui hanno partecipato centinaia di ricercatori e tecnici. Alla realizzazione del super magnete hanno lavorato complessivamente ventisei aziende europee con il coinvolgimento di seicento lavoratori. Il programma è stato finanziato da Fusion for Energy (F4E), l’organizzazione dell’Unione europea incaricata di fornire il contributo dell’Europa al programma Iter, che dal 2008 ha firmato con l’industria italiana contratti per circa 800 milioni di euro per attività di ricerca e sviluppo e produzione di vari componenti.

Ai vertici del gruppo guidato da Davide Malacalza ovviamente non fanno mistero della soddisfazione per il ruolo attribuito alla società ligure, che lavora al programma industriale assieme a Iberdrola ed Elytt Energy. "Grazie a Fusion for Energy, a Iter e alla leadership della nostra azienda, nella tecnologia dei magneti da fusione – assicura Stefano Pittaluga, di Asg – si stanno schiudendo nuove possibilità di crescita nel settore energetico".

La gigantesca bobina in costruzione nello stabilimento Asg della Spezia è composta – come le altre nove made in Italy che l’Unione europea realizzerà per Iter, mentre altre nove saranno fabbricate in Giappone – da sette strati chiamati double pancake. Il magnete avrà lo scopo di produrre un campo magnetico circolare – cosiddetto toroidale – capace di imprigionare il plasma incandescente alla temperatura di 150 milioni °C, creando così una enorme barriera magnetica. Lo sviluppo dei cavi superconduttori ha visto il coinvolgimento dell’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel ruolo di coordinatore del consorzio Icas (Italian Consortium for Applied Superconductivity) e anche Aldo Pizzuto, responsabile del dipartimento Fusione nucleare e tecnologie per la sicurezza nucleare dell’Agenzia, sottolinea la particolare valenza del progetto: "Il grande successo dell’industria italiana nel campo della fusione – afferma – dimostra come la nostra industria manifatturiera sia competitiva a livello mondiale anche in settori high-tech. Un risultato ottenuto grazie alla lungimiranza di chi ha investito e creduto nella possibilità di vincere sfide difficilissime".