La Spezia, 20 ottobre 2020 - Sono accusati di furto, in abitazione e in negozi, truffe ad anziani e ricettazione i 14 nomadi di origine sinti arrestati dai carabinieri di Spezia in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del Tribunale spezzino. Tre di questi, nonostante un elevato tenore di vita, percepivano il reddito di cittadinanza. L'operazione, denominata «Settimo comandamento», oltre che il levante ligure, ha interessato le province di Torino, Varese, Monza-Brianza e Massa Carrara, con l'impiego di circa 200 carabinieri, elicotteri e unità cinofile, Squadre operative dei Reggimenti e Battaglioni Carabinieri «Piemonte», «Liguria» e «Toscana», con il supporto della Compagnia Carabinieri per la Marina della Spezia.

Le indagini erano partire ad agosto dello scorso anno dopo una raffica di furti e truffe in abitazione tra le province della Spezia e di Massa Carrara e hanno interessato alcuni nuclei familiari di Sinti piemontesi, alcuni dei quali stabiliti da diversi anni in provincia della Spezia, che avevano costituito una banda accusata soprattutto di truffe agli anziani ma anche furti in abitazione e in esercizi commerciali oltre che di numerose rapine. Al gruppo è stato infatti contestato il reato associativo. Secondo quanto accertato dai carabinieri, i membri della banda agivano con particolare spietatezza nei confronti degli anziani. In più occasioni, nel corso delle registrazioni ambientali, gli indagati hanno fatto riferimento alla possibilità d'immobilizzare la loro vittima per farsi consegnare denaro o preziosi. La grande disponibilità economica della banda ha consentito persino l'acquisto di microscopie, di scanner e di autovetture destinate ai furti e alle rapine.