Guardia di finanza (Foto archivio)
Guardia di finanza (Foto archivio)

La Spezia, 8 agosto 2019 - Almeno 99.500 euro ottenuti da Alex Fodde dal fronte dei risparmatori che speravano i facili e ingenti guadagni attraverso il fondo «La mano di Dio» sono stati utilizzati per il pagamento della fiche in due Casinò, a Campione d’Italia e a Venezia.

Emerge dalle carte dell’inchiesta nel Nucleo speciale di Polizia Valutaria che ha smascherato il falso broker arrestandolo alla fine del giugno scorso mentre si apprestava ad intortare altri potenziali investitori. Soldi «bruciati»? Gli inquirenti allo stato hanno rilevato solo i bonifici bancari attraverso i quali sono stati effettuati gli acquisti di fiche, con la causale «pagamento giocate»: si tratta di una decina di operazioni.

Quanto basta, al di là dell’esito delle puntate, per procedere alla contestazione di autoriciclaggio che si salda a quelle di truffa aggravata ed esercizio abusivo di attività finanziaria. Fodde, nell’interrogatorio investigativo, ha detto che l’acquisto delle fiche attraverso i bonifici era funzionale a procedere successivamente al cambio delle stesse i soldi liquidi, con i quali avrebbe fronteggiato le istanze dei creditori. Ma non sarebbe apparso convincente. Di certo, la ‘prassi’ di Fodde si recarsi Casino è parte dello stile di vita proiettato a testimoniare all’esterno la ricerca del lusso e del divertimento come conseguenza della sua solidità patrimoniale, connessa alla nomea che si era creato di enfante prodige della borsa, delle speculazioni finanziarie. Ma era bluff, dall’aereo alle auto di grossa cilindrata esibite: non erano suoi. Il primo solo usato per scattare foto, le seconde prese a noleggio nei momenti in cui doveva convincere gli investitori, come era accaduto a Como, poco prima di essere arrestato.

Il giovane indagato spezzino continua a restare in carcere. Nessuna istanza di revoca della misura cautelare è stata presentata al gip dagli avvocati difensori . Ciò in considerazione del proseguire gli accertamenti che, con Fodde in circolazione, nonostante le sue ammissioni di colpa, potrebbe essere messi a rischio di inquinamento probatorio.