Maria Agostina Pardi racconta la sua esperienza
Maria Agostina Pardi racconta la sua esperienza

La Spezia, 7 marzo 2019 - E’ l'ennesimo caso di liste d’attesa inaccettabili quello cheracconta Maria Agostina Pardi 62 anni, cittadina di Lerici, fibromialgica diagnosticata 18 anni fa dalla clinica universitaria di Pisa. «La mia malattia non la conosce quasi nessuno, non si fa ricerca e non se ne conosce la causa. Ora si inizia a parlarne un po’ di più» spiega. La fibromialgia è una malattia autoimmune che colpisce il 10% della popolazione italiana, molti sono i medici che si stanno battendo perché venga riconosciuta come patologia invalidante, ma attualmente lo è solo in Sardegna, regione a statuto speciale. Le complicanze sono innumerevoli: cadute, fratture, dolori, senza considerare il corollario psicologico; depressione, ansia, asma.

Lo scorso  ottobre Maria Agostina è caduta durante la notte, fratturandosi quattro vertebre. Da allora è iniziato il suo calvario: «Non è che prima stessi bene, però le cure mi avevano aiutato parecchio, da ottobre sono ferma a letto, per alzarmi ho bisogno di forti antidolorifici, sedia a rotelle, stampelle – racconta arrabbiata –. La dottoressa che mi segue mi ha prescritto degli esami per accertamenti e quando sono andata a prenotare al Cup mi hanno dato appuntamento a maggio 2020!». L’esame è una elettromiografia degli arti inferiori. Alle lamentele della signora è stato risposto che l’unico modo per accelerare la pratica era mandare tutto il materiale clinico al direttore sanitario e poi lui avrebbe deciso il da farsi.

«Ci metto un anno davvero solo per scansionare tutto il mio materiale clinico. Ma che risposte sono? Ma secondo loro una donna che è allettata da 4 mesi vuole sentire una risposte del genere? Ho pagato 40 anni di sanità per sentirmi dare della malata immaginaria? Faccio una vita di inferno e me la rendono più difficile ogni giorno le burocrazie. Ho dovuto litigare con tutti dall’Inps in poi. Sono stanca».

Valeria Antonini