FRANCO ANTOLA
Cronaca

Dispersione idrica. Il Pnrr ci assegna 11 milioni di euro per il risanamento

In provincia sparisce per strada tra il 40 e il 50 per cento dell’acqua. Colpa delle condizioni dei tubi ma anche di guasti e anomalie. I fondi europei sono preziosi, ma non è esclusa una manovra tariffaria.

Dispersione idrica. Il Pnrr ci assegna 11 milioni di euro per il risanamento

Dispersione idrica. Il Pnrr ci assegna 11 milioni di euro per il risanamento

I numeri sono impietosi: in provincia si calcola che quasi il 50 per cento dell’acqua che scorre nella rete idrica vada perduta. Colpa delle condizioni delle condutture, in gran parte obsolete e sempre più frequentemente interessate da guasti e anomalie che riducono considerevolmente il quantitativo della fornitura utile. In realtà non è un dato che vede Spezia in maglia nera fra le province italiane, perché c’è chi sta molto peggio di noi. Oltretutto le misurazioni delle perdite non sono neppure univoche, variando spesso i criteri di calcolo e gli enti che elaborano le cifre.

L’Istat per esempio ci accredita una perdita attestata al di sotto del 40 per cento. Ma tant’è, si tratta comunque di un’emergenza a cui l’Ato idrico spezzino sta lavorando, anche sulla base di un progetto, iniziato nel 2022, che prevede un intervento di ’risanamento’ del valore iniziale di 13 milioni di euro, con costi destinati peraltro a crescere, tanto che a oggi c’è chi parla di 19 milioni di euro.

La buona notizia è che con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nell’ambito del Next Generation Eu, all’Ato spezzino sono stati assegnati oltre 11 milioni di risorse (11.539.000 euro per la precisione, a valere su Pnrr-m2C4-I4.2, valorizzazione del territorio e risorsa idrica) proprio per gli interventi di risanamento ed efficientemente della rete. "Si tratta di risorse importantissime – spiega la dottoressa Arianna Benacci, capo del Servizio ambiti territoriali ottimali della Provincia, comprendente oltre al servizio idrico integrato, il trasporto e il ciclo rifiuti – che, con la cosiddetta distrettualizzazione della progettualità, consentiranno di misurare la perdita effettiva. Spesso infatti si tratta di una mera presunzione, mentre ora si potrà perimetrare l’area e quindi dimensionare l’entità della perdita, circoscrivendo tutti i flussi. E la cosa interesserà tutto il territorio della provincia". "Il nostro progetto, presentato due anni fa – aggiunge Arianna Benacci – prevede un impegno di 11,5 milioni di euro e allo stato siamo in linea con la programmazione regolatoria. Ci stiamo confrontando proprio in questi giorni con il ministero, con cui abbiamo i necessari approfondimenti tecnici e anche con riferimento alle cifre impegnate che, dal 2022 a oggi, dovranno essere aggiornate, cosa che stiamo già facendo. Dopo di che firmeremo il necessario atto di impegno da parte di Ato, nel rispetto delle scadenze previste".

La cifra messa a disposizione con il Pnrr, 11.539.000 euro, non sarà comunque sufficiente a coprire per interno il fabbisogno finanziario nel frattempo maturato a seguito dell’aumento dei costi. Questo significherà mettere mano anche a incrementi tariffari? "La concorrenza della manovra tariffaria sarà necessaria, ma va considerato, come contropartita, il beneficio rappresentato dal miglioramento della qualità del servizio, legato in primo luogo alla riduzione delle perdite, con un abbattimento calcolato al 37 per cento. Ricadute indubbiamente importanti per la collettività".