L’area di Pegazzano dove la Caritas realizzerà la «Locanda Il Samaritano» per aiutare i senzatetto
L’area di Pegazzano dove la Caritas realizzerà la «Locanda Il Samaritano» per aiutare i senzatetto
Dai pezzi di artiglieria ai pezzi di umanità, di vita e di esistenze che si sono spaccate in mille frammenti. Un casermone lungo e stretto, per lungo tempo ad uso della Marina Militare e ora nell’abbandono, cambierà pelle e vocazione. Al posto delle munizioni e delle armi, un dormitorio per senzatetto grazie a cui si riqualificherà un altro angolo di Pegazzano, quartiere di solidarietà ed accoglienza. Si chiamerà "Locanda Il Samaritano" e sorgerà nel complesso della Cittadella della Pace adiacente alla chiesa di San Michele Arcangelo. Un intervento da 350-400mila euro promosso dalla Caritas Diocesana che verrà finanziato in gran parte con i...

Dai pezzi di artiglieria ai pezzi di umanità, di vita e di esistenze che si sono spaccate in mille frammenti. Un casermone lungo e stretto, per lungo tempo ad uso della Marina Militare e ora nell’abbandono, cambierà pelle e vocazione. Al posto delle munizioni e delle armi, un dormitorio per senzatetto grazie a cui si riqualificherà un altro angolo di Pegazzano, quartiere di solidarietà ed accoglienza. Si chiamerà "Locanda Il Samaritano" e sorgerà nel complesso della Cittadella della Pace adiacente alla chiesa di San Michele Arcangelo. Un intervento da 350-400mila euro promosso dalla Caritas Diocesana che verrà finanziato in gran parte con i proventi dell’8 per mille, in attesa di un ulteriore slancio di generosità di uomini ed aziende del territorio.

"C’è bisogno di tutti – hanno spiegato il direttore della Caritas don Luca Palei e l’economo diocesano don Orazio Lertora – e speriamo che il cuore generoso degli spezzini contribuisca alla ricostruzione della struttura: sarà lanciata una forma di adozione e verranno diffuse le modalità con cui partecipare". Don Palei ha parlato di "speranza", ma anche di "risposta concreta, che sollecita a non dimenticarsi degli altri, anche se il Covid richiede prudenza". E cita l’episodio evangelico quel samaritano citato dal nome del ricovero, che non solo si voltava a guardare il povero, ma se ne prendeva cura. In una crisi che picchia duro, c’è più bisogno che mai di questo dormitorio, che verrà gestito dall’associazione Mondo Nuovo Caritas e sarà posizionato nell’ala orientale del complesso. Pesa la fotografia scattata dallo stesso organismo diocesano: dimezzati i posti di prima accoglienza per persone senza dimora a causa delle misure di prevenzione del contagio, che ha determinato il ridimensionamento dei servizi territoriali di bassa soglia; +40% delle richieste di accesso al servizio Empori della solidarietà; +20% di richieste per soluzioni abitative di emergenza a favore di famiglie con minori; +33% degli accessi ai servizi parrocchiali ed ai centri di ascolto diocesani da aprile ad ottobre; raddoppio degli accessi telefonici per richieste di aiuto (utenze, affitti, alimenti, buoni prepagati, medicine), con una media di 230 mensili; 90% delle richieste di microprestiti legate al pagamento di spese per l’abitazione.

Riflessi che, secondo la rete coordinata dalla Caritas, condizioneranno il prossimo quinquennio, con la previsione di un aumento dei senzatetto nei prossimi mesi. Così, mentre il welfare zoppica, ecco una risposta immediata. È Francesco Frassinelli, progettista e direttore dei lavori, a spiegare le peculiarità della nuova struttura, che sarà suddivisa in tre moduli. "Dopo la parte d’ingresso, in cui sarà presa la temperatura, il primo modulo ospiterà fino a dieci uomini in totale sicurezza, con i letti isolati in camere doppie ed un servizio in comune; il secondo, con cameroni con più letti, servirà per l’emergenza freddo: qui potranno esserci ulteriori nove persone; infine, due magazzini e la zona esterna con quattro moduli abitativi temporanei ed otto stanze singole per chi manifesta sintomi del Covid, per evitare eventuali contagi. L’idea è quella di dare un appoggio dignitoso con camere comode: vogliamo garantire a tutti loro la qualità".

Chiara Tenca