La Spezia, 5 aprile 2018 - Sospeso dal servizio, con stipendio base dimezzato. Non si sono fatti attendere i provvedimenti dell’Asl nei confronti di Massimo Buccheri, dirigente del Settore Patrimonio e Grandi Opere dell’azienda sanitaria. Questione di atti dovuti, conseguenti all’acquisizione formale dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere la ‘mela marcia’ (per dirla alla Giovanni Toti, là dove il presidente della Regione, dopo l’arresto, aveva asserito che non il frutto deteriorato a fare «la qualità della sanità ligure, che è fatta di persone serie»).

L’atto d'accusa - con le imputazioni di corruzione, concussione, turbativa d’asta, rilevazioni di segreti d’ufficio, falso e istigazione alla corruzione pendenti sull’inquisito - è stato acquisito ieri formalmente a palazzo di giustizia dall’avvocato Giuseppe Sciacchitano, il legale nominato dall’Asl nella prospettiva di costituirsi parte civile nel processo. «Massima disponibilità dell’azienda a collaborare con la Procura nel prosieguo delle indagini» ha fatto sapere al pm Luca Monteverde col quale si è intrattenuto per una ventina di minuti.

Il legale, lo si desume dalla cronache, è uno specialista della legge sulla responsabilità amministrativa delle società, tesa a perseguire e a condannare le stesse per i profitti conseguenti a reati. E’ probabile che il discorso sia andato anche su questa tema nella prospettiva di una rivalsa sulle società che, attraverso Buccheri, hanno fatto affari fuori legge.

Di sicuro, intanto, è scattato il provvedimento cautelare nei confronti del dirigente. Sul piano dell’operatività del dirigente la portata è nulla: lui è in carcere. Solo quanto avranno termine le misure restrittive, potrà essere avviato il procedimento disciplinare, aperto alla soluzione estrema del licenziamento, con preventiva contestazione e conseguente acquisizione delle deduzioni.

L’effetto reale è dunque quello del dimezzamento dello stipendio «per mantenimento familiare». Risulta dall’ultima dichiarazione dei redditi pubblicata in rete che Buccheri ha percepito dall’Asl 80mila euro lordi.

Nella somma oltre allo stipendio base sono conteggiati anche i premi di produzione. L’importo, modulato in relazione ai risultati raggiunti, in resta top secret. Ma trapela una circostanza. Nel 2016 fu del 100 per cento. Insomma: un premio a tutto campo.

A quanto si ridurrà, dunque, l’importo che, stando in carcere sarà comunque garantito, in applicazione della legge al dirigente sospeso. Suoi colleghi di pari grado hanno uno stipendio netto mensile di 3500 euro. L’importo andrebbe dunque calcolato con riferimento alla metà dell’importo, in relazione ai giorni di custodia cautelare.