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23 nov 2022
23 nov 2022

Sicurezza sul lavoro: quattro aziende sanzionate, un imprenditore denunciato

Nel settore edile e commerciale. Ad operare i carabinieri e l'Ispettorato del lavoro. Oltre 25mila euro da pagare

23 nov 2022
(DIRE) Bologna, 17 nov. - Non solo tagli e pochi mezzi, ma anche condizioni lavorative peggiorate in un mondo, quello del lavoro, sempre piu' teso e a rischio, tra minacce, insulti e aggressioni fisiche. È la fotografia che descrivono gli ispettori del lavoro di Bologna, scesi in piazza questa mattina in piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura, nell'ambito della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Flp. Si ritrovano in 50 a protestare contro i tagli al fondo produttivita' (50% in meno, cioe' sette milioni in meno) e la nuova organizzazione (suddivisa tra Ispettorato nazionale del lavoro e Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), attiva dall'1 gennaio 2017. Ma non c'e' solo la questione economica: fare l'ispettore del lavoro e' diventato sempre piu' difficile, soprattutto negli ultimi anni: "Siamo insultati e maltrattati quando andiamo nelle aziende- spiega Maurizia Monti, responsabile vigilanza dell'Ispettorato del lavoro di Bologna- e non maltrattano o insultano noi, ma lo Stato che rappresentiamo".      Atteggiamento che non si limita solo ai 'controllati': "Se andiamo a ispezionare un pubblico esercizio notiamo disprezzo anche nella clientela, perche' magari facciamo tardare un attimo il servizio". Gli altri manifestanti confermano, denunciando condizioni sempre piu' difficili. Qualcuno accenna anche ad aggressioni fisiche. "Qualche collega e' stato minacciato anche pesantemente- aggiunge Monti- tocchiamo con mano uno scadimento del senso della legalita' che dovrebbe preoccupare". Le tutele sono "inesistenti- spiega Claudio Salerno dell'Rsu- siamo in grossissima difficolta' quando troviamo caporali o lavoratori clandestini". (SEGUE)   (Dav/ Dire) 15:59 17-11-1
Ispettorato del lavoro
(DIRE) Bologna, 17 nov. - Non solo tagli e pochi mezzi, ma anche condizioni lavorative peggiorate in un mondo, quello del lavoro, sempre piu' teso e a rischio, tra minacce, insulti e aggressioni fisiche. È la fotografia che descrivono gli ispettori del lavoro di Bologna, scesi in piazza questa mattina in piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura, nell'ambito della mobilitazione nazionale proclamata dai sindacati del pubblico impiego Fp-Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Flp. Si ritrovano in 50 a protestare contro i tagli al fondo produttivita' (50% in meno, cioe' sette milioni in meno) e la nuova organizzazione (suddivisa tra Ispettorato nazionale del lavoro e Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), attiva dall'1 gennaio 2017. Ma non c'e' solo la questione economica: fare l'ispettore del lavoro e' diventato sempre piu' difficile, soprattutto negli ultimi anni: "Siamo insultati e maltrattati quando andiamo nelle aziende- spiega Maurizia Monti, responsabile vigilanza dell'Ispettorato del lavoro di Bologna- e non maltrattano o insultano noi, ma lo Stato che rappresentiamo".      Atteggiamento che non si limita solo ai 'controllati': "Se andiamo a ispezionare un pubblico esercizio notiamo disprezzo anche nella clientela, perche' magari facciamo tardare un attimo il servizio". Gli altri manifestanti confermano, denunciando condizioni sempre piu' difficili. Qualcuno accenna anche ad aggressioni fisiche. "Qualche collega e' stato minacciato anche pesantemente- aggiunge Monti- tocchiamo con mano uno scadimento del senso della legalita' che dovrebbe preoccupare". Le tutele sono "inesistenti- spiega Claudio Salerno dell'Rsu- siamo in grossissima difficolta' quando troviamo caporali o lavoratori clandestini". (SEGUE)   (Dav/ Dire) 15:59 17-11-1
Ispettorato del lavoro

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