Cimento di San Terenzo
Cimento di San Terenzo

La Spezia, 7 gennaio 2019 – A chiudere queste festività invernali, il Cimento Catodico di San Terenzo. Allo scoccare delle 11, un mare di coraggiosi parte di corsa e si tuffa in mare. Sono più di centosessanta i temerari che si sono radunati ieri sulla spiaggia di San Terenzo. 43 donne, 119 uomini e qualche ritardatario che si è tuffato senza passare dal via, al banco delle iscrizioni; persino due befane sono accorse al bagno gelido, ma si sa, sono anziane, e gli è stato concesso di tuffarsi con la muta.

Solo i più impavidi si spingono sino alla dighetta, perché se si fa, si fa fino in fondo. Il termometro della farmacia al di là della strada segna sei gradi, la temperatura dell’acqua è quattordici gradi, percepita addosso deve sembrare molto più bassa a giudicare dalla difficoltà di alcuni a raggiungere l’acqua profonda. La fregatura della spiaggia. Al rientro a terra, focacciata e vin brulè davanti al falò allestito sulla spiaggia.

Quanto mai mista la provenienza dei partecipanti, a testimonianza del fatto che il coraggio non appartiene solo alla gente di mare, Ceparana, Brugnato, Vezzano, ma anche Brescia, Cuneo e Pontremoli. Un cimento pieno di foresti. L’organizzazione è del Trittico Natatorio Santerenzino fondato da Luigi Questa, mentre la legna per il falò, focaccia e vino sono offerti dalla famiglia Frroku. Sempre presenti anche le barche del salvataggio comandate dai volontari Roberto Giansanti e Gianluca Copelletti, perchè la prudenza, in questi casi, non è mai troppa.