L’ultracentenario Albertino ‘Umberto’ Bevilacqua nel suo appartamento alla Spezia insieme alla figlia Albertina

La Spezia, 11 ottobre 2018 - La patente l’ha presa nel 1937, oltre 80 anni fa, e continua a guidare tranquillamente anche oggi, anche se la scadenza dell’abilitazione è ormai imminente. «Certo che vado in macchina – si schermisce col cronista che gli fa una domanda tanto banale –. Lo sa che nella mia vita ho cambiato quattordici auto e ho percorso più di un milione di chilometri? Figuriamoci». Albertino ‘Umberto’ Bevilacqua, classe 1915, più che un arzillo vecchietto è una forza della natura.

Vive da solo, dividendosi fra la casa di viale Italia, alla Spezia, e quella di famiglia ad Albiano Magra, in Lunigiana. E’ lì che la figlia Albertina va a preparargli pranzo e cena. «Poi però la mando via – chiarisce lui – anche se vorrebbe assistermi. E perché? Io sono del tutto autonomo, sa?». Talmente autonomo che non ha difficoltà a trascorrere le sue giornate facendo quello che più gli piace. Leggendo, per esempio, anche il quotidiano, andando su Internet, o guardando la tv. L’orto, quello no, troppo faticoso, dice. «L’unico inconveniente – ammette con un po’ di rammarico – è che sono leggermente sordo e non riesco a innestare le cuffie sul mio televisore, che è un po’ vecchio. Ma risolverò anche questo problema. Mi piace fare certi lavoretti, sono un tipo faccendino...».

Una storia (e una vita) tutta da raccontare quella di Albertino che vive serenamente la sua terza (o quarta) età. Alla Spezia ha lavorato fino al 1980 con la sua azienda metalmeccanica che produceva sostegni a traliccio per l’Enel. Dava lavoro a una quindicina di addetti. Poi la chiusura e la pensione. Che non gli ha certo tolto entusiasmo e voglia di vivere: «La ditta era in viale San Bartolomeo – sottolinea –, vicino a dove, tanti anni fa, c’erano gli stabilimenti balneari, anche se lei sicuramente non li ricorda».

E lei andava a fare il bagno Albertino?

«Raramente, da quelle parti c’era parecchia sporcizia, anche allora».

La domanda, è quasi d’obbligo: ma come ha fatto a raggiungere la sua ragguardevole età in pieno lucidità, quale è il suo segreto?

«Bisogna volersi bene, avere cura della propria salute, senza abusare. Volendo bene a se stessi, poi, si vuol bene anche agli altri. E’ importante».

Ha fratelli?

«Eravamo in cinque. Oltre a me, Giovanni, Camillo, Mario ed Enrico. Sono morti tutti. Ho una figlia, e due nipoti, Stefano, di 53 anni, e Luca, il più piccolo».

So che è rimasto vedevo, quando se ne è andata sua moglie?

«E’ successo il 3 maggio 2017. Lei era nata nel 1919: per soli due anni la Nella non è riuscita a tagliare il traguardo del secolo».