Il direttore sanitario della Asl5, Maria Antonietta Banchero, spiega i dettagli della campagna
Il direttore sanitario della Asl5, Maria Antonietta Banchero, spiega i dettagli della campagna

La Spezia, 24 agosto 2018 - Sono sessantamila gli uomini e le donne spezzini tra i 50 e i 69 anni che saranno invitati a rispondere alla chiamata dell’Asl per sottoporsi allo screening di prevenzione per la diagnosi precoce dei tumori del colon retto. E a questa fascia di età infatti che si rivolge la campagna che partirà a settembre e che si svolgerà per un biennio (30mila il primo anno e 30mila il secondo) durante il quale sono richiesti due controlli per evitare il più possibile ogni ubbio. L’esame consiste nell’analisi delle feci, si fa e si replica dopo due anni. E’ un esame semplice da eseguire seguendo le istruzioni che accompagneranno il plico con le provette inviato a casa. Il direttore sanitario dell’Asl 5 Maria Antonietta Banchero e la referente Asl per lo screening Floriana Pensa, nell’imminenza della ripresa di questa campagna a tappeto, fanno un appello alla popolazione interessata perché aderisca all’invito, precisando che non si tratta di una conoscopia che viene eseguita solo in caso di positività del primo esame. Ci sono più motivi per aderire all’invito. Il primo è che questo genere di tumore, se individuato precocemente, può salvare la vita, si può guarire.

E comunque, sempre se preso in fase precoce, può essere trattato come una malattia cronica che consente una buona qualità di vita. Tutti fattori questi da tenere seriamente presenti. Lo screening così esteso è stato organizzato anche sulla base di statistiche che dicono che il tumore al colon retto è la seconda causa di morte non solo negli uomini ma anche nelle donne. Negli uomini la prima causa è il tumore al polmone, la seconda appunto al colon; nelle donne la prima causa è il tumore al seno, la seconda quello al colon. Nonostante questi dati, mentre per i controlli al seno la risposta è all’85 per cento delle donne, per i controlli alcolon, iniziati nel 2009 e a conclusione del quarto ciclo biennale, la risposta è ancora considerata bassa sia degli uomini ma anche delle donne, essendosi attestata al 36 per cento, con una leggera maggioranza delle donne. Il messaggio del direttore sanitario Maria Antonietta Banchero è quello «di valutare con serenità e consapevolezza le considerazioni fatte e di aderire con fiducia alla richiesta». «Che da settembre – precisa la dottoressa Floriana Pensa – comincerà con il coinvolgimento delle prima 30mila, uomini e donne, chiamate nel primo anno, per un esame semplice e mirato. L’organizzazione è pronta, ci si aspettano consapevoli adesioni che alzino sensibilmente la percentuale dello screening».

Enzo Millepiedi