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Doping al Palio, Liberatore non ci sta: «Sono pulito, qualcuno ci ha dato quel farmaco»

Il terzo remo punta il dito sull’anonimo che ha presentato l’esposto

di LAURA PROVITINA
Ultimo aggiornamento il 29 agosto 2018 alle 07:03
L’equipaggio sull’armo del Cadimare poche settimane fa: dei quattro vogatori, tre sono stati trovati positivi a una sostanza dopante

La Spezia, 29 agosto 2018 - «Ho urlato al mondo intero di essere pulito, di non aver mai usato sostanze dopanti e oggi sono pronto a ribadirlo. È statotrovato il clenbuterolo nel mio organismo e in quello di altri due compagni di voga, non mi capacito di come ci sia finito. Sospetto che qualcuno, magari lo stesso che ha sporto denuncia alla Nado, ci abbia volutamente dopati». Giuseppe Liberatore, 48 anni, terzo remo del Cadimare, campione del Palio del Golfo e un plurimedagliato del ciclismo, non si dà pace del responso della prima sezione del Tna, il Tribunale nazionale antidoping, che lo ha sospeso perché trovato positivo a quel farmaco ‘vietato’.

L’ha saputo lunedì sera «e ho trascorso una nottata tremenda, come se fosse morta una persona a me casa» sottolinea. Si sente distrutto psicologicamente e al contempo annuncia di voler trovare a tutti i modi verità, perché è convinto che qualcuno abbia inserito il clenbuterolo nel barattolo contenente gli integratori (consentiti), che si trovava nell’armadietto degli spogliatoi nella palestra della società. Lui che, il 10 agosto scorso, sul nostro giornale aveva precisato: «Sono completamente pulito, non ho mai fatto uso di sostanze dopanti. Ne farei altri 10 di controlli, tutti i giorni. Non contesto il controllo di per sé, perché appunto non ho nulla da nascondere, ma la modalità di come è stato svolto: sono stato prelevato, insieme ai miei compagni, sulla linea di arrivo, davanti a tutta la gente. E io e i miei compagni siamo arrivati quarti…».

Liberatore, nella nostra intervista, ha inoltre sottolineato di non aver amicizie ‘sospette’, ma da lunedì, ossia da quanto ha avuto comunicazione degli esiti degli esami antidoping, è convinto di avere ‘nemici’. «La palestra – prosegue – è accessibile a tutti. Non so cosa sia successo ma sicuramente qualcosa, a mia insaputa, in quello spogliatoio è successo. Ho richiesto a mie spese di conoscere la quantità di clenbuterolo che è stato rinvenuto nel mio organismo, anche se la mera presenza di questo farmaco viene considerato come doping. Voglio capire la dose, anche per trovare un’attenuante. Ribadisco, sono sempre stato contrario al doping, non ho preso nulla. Ho il sospetto che la persona che ha presentato l’esposto alla Nada e che di conseguenza ha fatto venire il Nas al termine del Palio sia la stessa che sia entrata negli spogliatoi e abbia messo quel farmaco tra gli integratori in polvere che eravamo soliti prendere. Una persona che volutamente ha rovinato me e i miei compagni».

 

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