MATTEO MARCELLO
Cronaca

Atc, autisti non idonei dopo la visita. Rischio aspettativa per dieci di loro, sindacati furiosi

Molti conducenti costretti a lasciare la guida del bus. Organizzazioni sindacali contrarie al piano pensato dall’azienda

Polemica Atc-sindacati dopo le visite agli autisti

Polemica Atc-sindacati dopo le visite agli autisti

La Spezia, 16 ottobre 2023 – Un tema che rischia di innescare una bomba sociale, con i sindacati già pronti alle barricate. Atc starebbe valutando di mettere in aspettativa retribuita gli autisti che, negli ultimi mesi, sono risultati non idonei al servizio. Finora non ci sono ufficialità, ma l’ordine del giorno della riunione che si sarebbe dovuta tenere oggi tra l’azienda e le parti sociale, nonchè le indiscrezioni che filtrano da fonti sindacali, danno ormai per certa la scelta dei vertici aziendali di avvalersi di un percorso diverso rispetto a quello finora utilizzato.

L’ultima tornata di visite ha fatto emergere l’inidoneità al servizio (per alcuni permanente, per altri provvisoria; ndr) di poco più di una decina di autisti, ma il numero potrebbe aumentare ancora dato che le visite programmate obbligatorie, organizzate presso un centro specializzato di Pisa, sono ancora in corso. Tanto che, secondo fonti sindacali, il numero di inidonei sopraccitato potrebbe raddoppiare. E se da un lato il rischio concreto per l’azienda è quello di confrontarsi con maggiori difficoltà operative – stante la necessità di garantire i medesimi servizi ma con un numero inferiore di conducenti – dall’altra a preoccupare sono le possibili modalità con cui Atc vorrebbe affrontare il tema delle inidoneità inidonei.

Un accordo sindacale ultraventennale garantisce ancora oggi 15 posti di recupero, ovvero posizioni lavorative all’interno di Atc in cui impiegare quegli autisti non più idonei alla guida. Un accordo lungimirante, che ha consentito negli anni a chi non poteva più rimanere alla guida dell’autobus di essere formato e ’riqualificato’ per essere poi impiegato nei compiti amministrativi. Ebbene, quella soglia individuata dall’accordo sarebbe stata raggiunta da tempo, con l’azienda che oggi, alla luce delle nuove inidoneità e di un accordo sindacale ormai ’saturo’ – le inidoneità, pregresse e attuali, arriverebbero quasi a toccare le quaranta unità – avrebbe scelto la strada dell’aspettativa retribuita.

Un percorso pericoloso, che rischia di portare nell’immediato alla riduzione salariale a carico del dipendente, ma che in caso di perdurante inidoneità alla guida aprirebbe le porte al licenziamento. Ovviamente, ai sindacati questa misura non piace: non è un caso che proprio la riunione che si sarebbe dovuta tenere questa mattina, sia saltata per l’indisponibilità di alcune delle sigle sindacali, che attendono ora l’incontro con l’azienda del prossimo 23 ottobre – in municipio, alla presenza del sindaco Pierluigi Peracchini – per ’fare la guerra’ all’ipotesi maturata dall’azienda. Secondo fonti sindacali, infatti, molti degli autisti risultati inidonei e che da anni svolgono mansioni d’ufficio, compaiono ancora nella ’lista dei 15’, nonostante oggi occupino posti strutturali nell’organigramma aziendale.

Secondo questo ragionamento, per i sindacati i nuovi inidonei dovrebbero trovare ugualmente copertura nell’accordo di fine anni Novanta. Non solo: per le parti sociali sarebbe fuoriluogo parlare di aspettativa per i conducenti non più idonei quando da tempo diversi servizi risulterebbero in carenza di personale. Insomma, un bubbone che rischia di esplodere e portare – se mai ce ne fosse stato il bisogno – a un ulteriore irrigidimento dei rapporti tra l’azienda e le organizzazioni sindacali.

A far discutere le parti sociali in queste settimane è anche un altro tema spinoso, ovvero quello legato alla procedura dei sinistri in cui rimangono coinvolti gli autisti. Un accordo vecchio di decenni che l’azienda vorrebbe ritoccare al rialzo, aumentando la contribuzione a carico dell’autista (oggi di 75 euro; ndr) per la riparazione dei mezzi il cui incidente sia stato causato per responsabilità dello stesso conducente. Un’iniziativa che prenderebbe le mosse dai frequenti incidenti che vedono coinvolti proprio i nuovi mezzi, e che anche in questo caso non piace affatto alle parti sociali, che vedono nei propositi dell’azienda un ulteriore aggravio a carico degli autisti in un momento in cui i conducenti sono sempre meno e anche reperire nuove figure sul mercato del lavoro sta diventando impossibile.