La Spezia, 3 aprile 2018 - La Guardia di Finanza di Spezia, nell'ambito dell'indagine coordinata dalla Procura spezzina (pm Monteverde), ha eseguito undici arresti, di cui quattro in carcere e sette ai domiciliari, a seguito di una complessa indagine di polizia giudiziaria condotta nell’ambito della sanità della città del Golfo. Al centro dell'indagine casi di corruzione e gare truccate.

Le misure cautelari, disposte dal gip De Bellis, si sono rese necessarie per interrompere una attività criminosa andata avanti fino a pochi giorni fa su gare in corso di svolgimento, nonché per impedire l’inquinamento delle prove.

Disposti gli arresti domiciliari per l'ex vice presidente del Consiglio regionale della Liguria, Luigi Morgillo. Secondo quanto trapelato, Morgillo, imprenditore nel campo dell'impiantistica, sarebbe accusato di turbativa d'asta.

ECCO CHI SONO  GLI ARRESTATI -  In carcere sono finiti il dirigente dell’Asl 5 Massimo Buccheri, 49 anni (le accuse sono corruzione, concussione, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico),  i dirigenti Domenico Atzei e Giuseppe Casalini della Mindray, la multinazionale cinese con sede a Milano che si occupa di strumentazione ospedaliera e il rappresentante di zona dell'azienda Emanuele Fiore.

Agli arresti domiciliari sono andati gli imprenditori liguri Luigi Morgillo, 66 anni (ex vice presidente del Consiglio regionale della Liguria),  e Riccardo Marangoni, 48 anni , l'imprenditore catanese Antonino Salvatore D'Arrigo e alcuni professionisti del biomedicale: i liguri Massimo Sisti, 58 anni di Vezzano Ligure (Spezia) e Alberto Corbani, 61 anni di Bolano (Spezia), il cremonese Carlo Patti 60 anni e Aldo Pini, 74 anni  di Beverino (Spezia), quest’ultimo già condannato nel novembre del 2017 a 7 anni e mezzo  con interdizione perpetua dai pubblici uffici per delitti contro la pubblica amministrazione nell’ambito di un altro procedimento.

I rappresentanti  della multinazionale sono accusati di corruzione e turbativa d'asta, gli altri a diverso titolo sono accusati di turbativa d'asta e corruzione in concorso.

Le indagini, iniziate nel maggio dello scorso anno, sono state condotte attraverso intercettazioni, appostamenti, pedinamenti.

Secondo l'accusa, il dirigente dell'Asl, abusando della sua posizione di direttore dei lavori o di responsabile unico del procedimento in diversi appalti pubblici (quindi rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale), avrebbe costretto gli appaltatori, dietro minaccia di ritardare i pagamenti o di procedere a contestazioni sui lavori, ad avvalersi per le forniture e subappalti di imprenditori “amici”, i quali, a loro volta, avrebbero ricambiato il pubblico ufficiale con regalie e somme di denaro;

Ipotizzata poi la turbativa della gara nell’assegnazione di un appalto a livello regionale per forniture di attrezzature e strumentazioni ospedaliere (apparecchi per anestesia e altro) alle Asl della Liguria, gara il cui esito sarebbe stato pilotato dal dirigente, nella veste di commissario di gara, a favore della multinazionale in questione. In particolare, la gara sarebbe stata truccata manomettendo la formula di una tabella in formato excel per l’attribuzione del punteggio tecnico in relazione all’offerta della multinazionale.

Riguardo alla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, l'accusa nei confronti del pubblico ufficiale infedele riguarda il "prezzo" della propria attività, avrebbe cioè ricevuto denaro, promesse di denaro e altre utilità dai dirigenti della multinazionale.

Tre le gare che sarebbero state pilotate, per un incarico di certificazione energetica, per un incarico professionale per la ricognizione ed aggiornamento catastale degli immobili dell’Asl e per la fornitura di attrezzature elettromedicali (lavaendoscopi). Nei primi due casi, il pubblico funzionario, per favorire un imprenditore amico, avrebbe chiesto ai concorrenti di non presentare alcuna offerta; nel terzo caso il pubblico funzionario (membro della commissione aggiudicatrice), per favorire una ditta amica, avrebbe confezionato un bando su misura, suggerendo come presentare l’offerta per garantirne così l’aggiudicazione e, infine, chiedendo alla stessa ditta di suggerire i punteggi da dare alle altre concorrenti.

C'è poi una gara svolta dall’Asl di Massa per l’emissione dei titoli di efficienza energetica e ancora la falsificazione di un verbale di gara (e quindi di un atto pubblico) con riferimento a una gara svolta dall’Asl di Massa per la costruzione del palazzetto dello sport.