L’avvocato difensore Gabriele Costantini
L’avvocato difensore Gabriele Costantini

La Spezia, 7 febbraio 2019 - L'insulto al fratello, la spedizione punitiva nei confronti di chi lo aveva apostrofato, una coltellata al volto, una sentenza che giustifica quest’ultima. La sequenza di fatti e di atti si è risolta in un boomerang per la parte offesa nel processo. L’imputato-accoltellatore è stato, infatti, assolto: agì per legittima difesa.

Lo sostiene il giudice Fabrizio Garofalo nella motivazione del verdetto col quale è uscito indenne dal procedimento un uomo di mezza età, finito alla sbarra per lesioni: quelle inferte al vicino di casa con una coltellata in pieno viso (16 giorni di referto).  Una reazione legittima, in pendenza di un blitz che mise in pericolo di vita l’uomo che, per evitare di fare una brutta fine o quanto meno di rimanere ferito, passò al contrattacco, impugnando l’arma a portata di mano, con le quale sferrò il colpo. I fatti risalgono al 7 dicembre del 2015; ebbero teatro in un palazzo di Migliarina.

Sull'esito del processo, conclusosi con l’accoglimento delle argomentazioni dell’avvocato difensore Gabriele Costantini, hanno pesato le modalità con cui l’aggressore fece irruzione nella casa del vicino: urlando, con una bottiglia di vetro infranta in mano, picchiando con violenza sulla porta. Aperta questa, fu il corpo a corpo. L’aggredito reagì d’impeto, parandosi davanti ai fendenti e mettendo in atto la reazione: nel portaombrelli vicino alla porta c’era un coltello, l’ha impugnato e ha sferrato il colpo per proteggere la propria incolumità. Tutto legittimo e proporzionato all’offesa. Di qui l’assoluzione dell’imputato dal reato di lesioni aggravate «perché commesso da persona non punibile per aver agito in legittima difesa», recita la motivazione della sentenza fresca di deposito in cancelleria.