Al Bano Carrisi
Al Bano Carrisi

Brugnato, 13 luglio 2019 -  “Sarà difficile concentrare tutto in un evento, avendo inciso oltre 500 canzoni nella mia carriera. Non so che tipo di serata sarà, ma di sicuro sarà grande: per mestiere, passione e tutti gli ingredienti che mi appartengono”. Albano Carrisi da Cellino San Marco, meglio noto come Al Bano - artista che con la musica tricolore è un tutt’uno, oltre a rappresentare uno dei suoi ambasciatori più conosciuti all’estero - annuncia così la sua tappa al Brugnato 5Terre Outlet Village di questa sera, sabato 13 luglio. Dopo Riccardo Fogli, un nuovo mostro sacro sarà protagonista delle ‘Summer Nights – Racconti d’autore in musica e parole’, al via dalle 21, ad ingresso gratuito.

Com’è riuscito a scolpire il suo nome nella scena italiana?

Quanto sia amato, lo dimostra anche l’ultimo esempio in ordine temporale: la replica del suo concerto di Verona in onda ieri su Rai 1 è stata annunciata come un evento unico, eppure è di 4 anni fa (risultando, poi, il programma più seguito nella fascia serale, con 2.283.000 spettatori, pari al 15.5% di share, ndr)… “Onestamente, ho fatto quello che ho fatto senza pr, con tutto il rispetto per loro, secondo le esigenze del tempo e una condotta di vita sempre salvaguardata: questo ha lasciato il segno non solo in Italia, ma anche nel mondo. L’accoglienza della trasmissione di ieri è una conferma: considerando che solo una parte degli oltre 60 milioni di italiani l’ha vista, per gli altri resta un evento”.

Come si colloca la sua musica oggi, rispetto ad anni fa?

“Si tratta dell’evoluzione naturale: guai se non fosse così. Al Bano del ’65 non era lo stesso di oggi: sento una bella differenza, figlia di una sana maturità. Ogni secolo ed ogni decennio hanno la loro musica: quella di ora la ascolto e la condivido, ma non mi influenza tanto. La chiave è l’evoluzione artistica: produco ciò che sento e lo faccio aspettando risultati che a volte arrivano, altre no”.  

Arriva ad esibirsi nello Spezzino: conosce i nostri posti e la nostra agricoltura terrazzata?

“Sono figlio di contadini: mai ho avuto la tentazione di cambiare attitudine; ho amato terra e l’ho anche odiata quando si lavorava intensamente, un amore istintivo. Ho letto qualcosa su queste terrazze fantastiche, nate per salvare un prodotto chiamato uva. C’è anche qualcosa del genere in Cina. Conosco i vostri posti, e nei dintorni c’è anche una persona niente male: il cantante Zucchero”.

Dal fidanzamento con Romina in poi, la sua carriera è stata intimamente connessa anche alla vita privata, nell'immaginario collettivo. Perché e quanto l’ha condizionata questo?

“Non so darmi una risposta: spero non se ne parli più. Personalmente non mi sono fatto travolgere, ma nonostante tutto continuano. La musica è un mestiere: non importa con chi si sta, e si dovrebbe rispettare ciò che accade nella vita privata”.

A livello artistico, quali differenze fra il periodo solista e quello in duo con la Power?

“Mai dimenticare che sono nato solista, ottenendo successi pazzeschi anche in questa veste. Poi, la casualità ha fatto sì che cantassi anche con Romina e che avessimo successo. Non c’è differenza: in entrambi i casi sono un soggetto singolo, che può dividere la scena secondo le esigenze del momento”.  

Come riesce ad esser fedele a se stesso?

“Nel corpo e nella testa ci sono sempre un ego ed un alter ego: questa differenza crea sostanza. Non mi abbandono al fatto di esser famoso, perché c’è un Carrisi che martella. Sono esigente al massimo e non riesco ancora a trovare la parola perfezione. Mi analizzo con autocritica, andando sempre alla ricerca di quello”.  

Su di lei si sono scritti fiumi d’inchiostro: ci vuol dare una notizia inedita?

“Ritorno alla fiction: il prossimo anno farò l’attore con Lino Banfi: le riprese dovrebbero iniziare ad aprile, vediamo come andranno”.