La Spezia, 04 agosto 2018 - E sono dieci! Ricorre oggi il decennale della reggenza di Gabriele Volpi allo Spezia: esattamente il 4 agosto 2008 il proprietario della Intels, azienda leader nella logistica petrolifera operante in Africa, rilevò il club aquilotto dalle ceneri del fallimento. L'uomo di Recco arrivò in città la sera della premiazione delle borgate del Palio del Golfo, colloquiò con l'allora sindaco Massimo Federici e nel giro di un'ora acquistò lo Spezia Calcio 2008.

Nel giro di soli quattro anni riuscì a resuscitare le Aquile dalle polveri della Serie D alla serie cadetta. Al termine del campionato 2008-2009 i bianchi di mister Marco Rossi e dell'ad Aldo Jacopetti furono ripescati in Seconda divisione, categoria che gli Aquilotti lasciarono al primo tentativo con la conquista della Prima divisione dopo i sofferti spareggi play-off con il Legnano.

La permanenza dello Spezia nella categoria superiore durò solo due anni: gli ingenti investimenti operati dal patron portarono, infatti, nel 2012 alla conquista della Serie B e di uno storico triplete, tutt'ora motivo di vanto per l'intera società.

Tornati in cadetteria a tempo di record, le ambizioni di Gabriele Volpi andarono oltre con il dichiarato intento di portare le Aquile in Serie A. Una categoria inseguita ma mai raggiunta nonostante le notevoli risorse economiche messe a disposizione dal patron per raggiungere l'agognato obiettivo. Nel primo anno di Serie B la sua squadra centrò solo una salvezza sofferta, per poi lambire la massima serie nelle successive quattro stagioni con ben quattro play-off persi e diversi cambi tecnici (da Stroppa a Mangia, da Bjelica a Di Carlo) e dirigenziali. Non dimenticando le esperienze indimenticabili di Coppa Italia contro il Milan, la Roma (una vittoria che resterà nella storia e che entusiasmò, come in poche occasioni, il patron) e il Napoli.

A margine la 'perla' del centro sportivo Ferdeghini, voluto fortemente dal presidente onorario, inaugurato nel 2013 alla presenza del presidente del Coni Giovanni Malagò. Una struttura che negli intendimenti della proprietà è destinata ad essere ulteriormente ampliata con la costruzione di una foresteria e di un nuovo campo a undici. Scontata, naturalmente, la sincera gratitudine degli spezzini nei riguardi di Volpi, ben testimoniata dai cori allo stadio nei suoi confronti e dal calore a lui manifestato nel corso delle feste dei club Bragazzi (''L'impegno - ribadì il patron tra gli applausi - è uno solo: di andare in Serie A. Il mio unico supporto è lo Spezia e lo farò finché non andrà in Serie A. E poi gli esperti dicono che andando in serie A si spende di meno...''), Cavatorti (''Ringrazio la presidentessa Lorena Bardi e Silvio Faggioni per l'invito, è stato un onore venire qui - disse -. Io sono ligure, ho scelto lo Spezia e andremo in serie A con lo Spezia'') e Curva nel 2015.

Il resto è storia recente, con il progetto di ridimensionamento dei costi varato la scorsa stagione e, parallelamente, il rinnovo delle ambizioni di grandezza più volte espresse dal presidente onorario. Eloquenti le sue dichiarazioni a margine del ritiro di Pontremoli nell'estate del 2017 e durante la festa natalizia: ''Speriamo, molto presto, di passare alla categoria superiore. Non è molto facile ma ce la metteremo tutta''. E proprio per centrare la fatidica Serie A il patron ha ingaggiato, lo scorso giugno, un number one come Guido Angelozzi che avrà il non facile compito di primeggiare, pur in presenza di un budget non elevato come in passato.

Volpi che nello Spezia ha speso ''circa cento milioni, prendendo la società in quarta serie e portandola in Serie B, con il triplete e con sei anni di Serie B e quattro anni di play-off'', meriterebbe il premio della promozione in Serie A. Le condizioni per raggiungerla nel tempo ci sono tutte, magari sperando che il patron, proprio nel decimo anniversario della sua presidenza, deroghi al legittimo e comprensibile principio di autosostenibilità varato dal club dando il via libera a qualche 'colpo' di mercato che acceleri il percorso vincente.