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Serie C, si dividono le strade tra il Gavorrano e Giancarlo Favarin

Il tecnico: "Voglio allenare ancora in serie C"

Ultimo aggiornamento il 30 maggio 2018 alle 10:13
Il tecnico è vicino al Pisa
Grosseto, 30 maggio 2018 - Le strade del Gavorrano e di Giancarlo Favarin si sono di fatto separate al triplice fischio di sabato. Certificata la retrocessione dei minerari in serie D si è di conseguenza sciolto il contratto tra tecnico e società, ma soprattutto la testa dell'allenatore pisano è volata verso casa. Il suo nome è infatti in pole position per allenare il Pisa. E Favarin, da vero tifoso neroazzurro, ci spera. “Per adesso non ho sentito nessuno da Pisa – dichiara Favarin -, ma logicamente mi farebbe piacere allenare la squadra della mia città. Con la retrocessione sono venuti meno anche i contratti, col Gavorrano ci siamo lasciati bene, dopo la delusione. Ma la mia intenzione è di allenare ancora un po' in serie C”. Destinazioni diverse insomma per Favarin e Gavorrano. “E' la prima retrocessione in 40 anni di carriera da allenatore e giocatore – spiega il tecnico -, un'esperienza che non mi era mai capitata. Fino all'ultimo ci abbiamo provato, ci abbiamo creduto, ma siamo retrocessi contro una squadra inferiore a noi. Il Cuneo ha saputo sfruttare al meglio l'occasione dell'andata, noi abbiamo fallito troppi gol. Il riassunto del playout è tutto qui”. Favarin era subentrato in panchina a Bonuccelli dopo 7 sconfitte consecutive e per poco non riusciva nel miracolo. “Avevamo fatto una grande rimonta – chiarisce con un po' di amarezza -. E' mancata la ciliegina sulla torta. Da gennaio abbiamo intrapreso un percorso importante, la società ha fatto sforzi notevoli. Se avessimo potuto contare su altre sette partite, invece di regalarle a inizio anno, ci saremmo di certo salvati”. Decisive, in negativo, le sette sconfitte iniziali e poi i quattro rigori, su cinque, falliti negli ultimi due mesi di campionato. “Abbiamo sbagliato rigori importanti – precisa il tecnico pisano -, e nel momento decisivo della stagione. Se li sbagli nel girone di andata è un conto, ma nel ritorno non hai più modo di recuperare. E' mancata qualche responsabilità nei ragazzi in quei momenti. E poi ci è mancata la zampata finale contro il Cuneo. Abbiamo creato tanto, ma non abbiamo finalizzato”. Lunedì mattina la squadra ha sciolto le fila, con staff tecnico e giocatori che si sono salutati prendendo ognuno la propria strada.

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