L'estremo difensore Salvalaggio
L'estremo difensore Salvalaggio

Gavorrano, 11 gennaio 2019 -  Il rigore parato al cannoniere del torneo. Ed una serie di parate ed uscite che hanno dato sicurezza a tutto il reparto. Il Gavorrano ha ritrovato il suo numero uno. Daniel Salvalaggio, estremo difensore del 1998, domenica contro il Seravezza Pozzi è stato uno dei protagonisti del successo. Il rigore parato, sul risultato di 1-0 per gli avversari, a Rodriguez è equivalso ad un gol segnato. “Il rigore parato – ammette Daniel Salvalaggio – ha dato una svolta alla partita. Il nostro morale si è rialzato e l’abbiamo rimessa in piedi. Ho intuito la traiettoria della palla e l’ho deviata. Mi sono così preso una rivincita su Rodriguez”.

Il Gavorrano, nella prima giornata di ritorno, è riuscito a domare il temutissimo Seravezza Pozzi grazie ad una bella rimonta dallo 0-1 al 3-1, ma se Salvalaggio non avesse deviato il rigore di Rodriguez al 38’, la gara, sul 2-0 per i lucchesi, probabilmente avrebbe preso una piega diversa.

“Quella di domenica scorsa – prosegue l'estremo difensore classe 1998, originario di Carrara – è stata una vittoria importante. Venivamo da una bella prova contro il Ghiviborgo e volevamo i tre punti per proseguire la nostra serie positiva. Con gli ultimi rinforzi il gruppo si è unito e dai nuovi è arrivato un bel contributo sotto tutti i punti di vista. In difesa per esempio Placido ha reso ancora più solida la difesa”.

L’estremo difensore rossoblù, insomma, è fiducioso sulla seconda parte della stagione: “Siamo partiti male, ma continuando a fornire queste prestazioni possiamo risalire la china della classifica – conclude -. Dobbiamo giocare una gara alla volta, ma ritengo che abbiamo i mezzi per poter recuperare il distacco di sette punti dalle squadre che si trovano attualmente in zona playoff”. Daniel Salvalaggio, uscito dal settore giovanile dello Spezia, è approdato a Gavorrano nell’estate 2016 e ha disputato un intero girone d’andata con i rossoblù in serie C, prima di essere prestato all’Unione Sanremo in serie D.

«Lì per lì ci sono rimasto male – spiega il portierone rossoblù – poi ho capito che la squadra aveva bisogno di un numero uno più esperto e che io avrei potuto farmi le ossa. Per questo non ho pensato due volte a tornare quando mi è stato  chiesto: qua mi sento a casa, so che posso contare su dirigenti preparati come il direttore Vetrini, che lavorano con progetti ambiziosi per il futuro e sono contento di fare parte di questo progetto».