Frantoio
Frantoio

Castel del Piano (Grosseto), 29 maggio 2018 - Australian Open, Open di Francia, Torneo di Wimbledon e U.S. Open: questi sono i tornei internazionali del tennis che compongono il Grande Slam. Un tennista conquista il Grande Slam quando li vince tutti e quattro nello stesso anno. Non troppo diversamente ha fatto il Frantoio Franci, che nei primi cinque mesi dell’anno si è aggiudicato tutti i principali concorsi internazionali: il Leone d’Oro, il Sol d’Oro, il Sirena d’Oro e il Joop, oltre all’Ercole Olivario, al New York International Olive Oil Competition e allo Iooc. (International Olive Oil Contest).

Per la famiglia Franci è il quarto Leone d’Oro vinto, a partire dal primo arrivato nel 1999 con Villa Magra, la selezione che era comparsa per la prima volta sul mercato appena tre anni prima, nel 1996. All’epoca, il Leone d’Oro era l’unico concorso internazionale per gli oli extra vergine di oliva, e divenne il punto di riferimento per tutte le competizioni a venire. Il simbolo del leone rampante con il ramo di olivo in bocca di ispirava a quello della medievale Arte degli Oliandoli, e i Mastri Oleari che lo idearono trassero spunto proprio dalle ferree regole che garantivano i prodotti artigiani dell’epoca per redigere quelle del concorso. Concorso, per altro, che fin da subito decise di decretare un solo vincitore per ogni categoria di fruttato. Il risultato di questa scelta portò come conseguenza il fatto che vincere un Leone d’Oro significava entrare nella storia; rappresentava una consacrazione, l’affermazione concreta e definitiva del valore qualitativo del prodotto. Ricevere il quarto Leone d’Oro ha risvegliato in tutti i membri della famiglia Franci il ricordo per quella fortissima emozione provata nel 1999 quando arrivò la telefonata che annunciava la vittoria, e Giorgio ha ancora ben viva negli occhi l’immagine della premiazione alla quale presero parte ben tre ministri della Repubblica, a sottolineare l’ufficialità dell’evento e il meritato riconoscimento all’olivicoltura di qualità italiana e internazionale.

Oggi il Frantoio Franci è l’unico al mondo ad aver conseguito il Leone d’Oro per ben quattro volte. Ad aggiudicarselo quest’anno, nella categoria “blend”, è stato ancora una volta il Villa Magra, che sempre nel 2018 aveva poco prima vinto anche il Sol d’Oro. Un’annata davvero prolifica e generosa, in cui il frantoio di Montenero d’Orcia ha dimostrato in maniera inequivocabile l’eccellenza della propria produzione, conquistando tutti i titoli più prestigiosi sul panorama nazionale ed internazionale. E non sono state solo le Selezioni a salire sui podi, perché anche i prodotti della linea Base hanno conseguito risultati eccellenti in ognuno dei concorsi a cui hanno partecipato: il Toscano Igp è uno dei migliori extravergini a denominazione geografica dell’anno, vincitore dell’Ercole Olivario, del Sirena d’Oro e del titolo di “Best of Italy” per il Joop - Japan Olive Oil Prize. I Biologici invece hanno conquistato il Sol d’Argento, il “Best in Class” alla New York International Olive Oil Competition e, ultimo in ordine cronologico, il “Best International” allo Iooc di Paestum, al quale hanno partecipato più di 500 oli. Tutto questo a riprova della continuità qualitativa che accompagna da sempre il Frantoio Franci, un’azienda che ha saputo crescere e trasformarsi negli anni senza mai venir meno ai principi della propria filosofia produttiva, costruendosi così un ruolo determinante e di spessore nel proprio settore.

A distanza di venti anni dalla prima bottiglia confezionata, Giorgio Franci ed il suo team riescono ancora a stupire e conquistare le platee di tutto il mondo e ad emergere fra centinaia di produttori e migliaia di oli. Una garanzia nel tempo, nonostante le annate siano spesso molto diverse l’una dall’altra e non sempre sia facile interpretarle al meglio. Ma un olio extravergine di elevata qualità non nasce per caso, bensì è il frutto del lavoro di tutto l’anno negli oliveti, della perfetta gestione delle piante, del saper affrontare in maniera professionale ogni piccola o grande avversità che l’annata presenta e, infine, del saper interpretare al meglio ogni singola partita di olive.