Grosseto, 25 gennaio 2018 - Sabato, alle ore 9, nell’Aula Magna del Polo universitario grossetano si terrà il convegno “Porrajmos: la persecuzione e lo sterminio di rom e sinti. Una storia anche italiana”, organizzato in collaborazione con la Regione Toscana, il Comune di Grosseto e il Polo universitario grossetano. In romanes, la lingua del popolo rom, Porrajmos significa «divoramento» e sta ad indicare la persecuzione e lo sterminio dei popoli rom e sinti durante il nazifascismo, un pezzo di storia trascurata per molti anni dalla storiografia. È un dovere ricostruire, ricordare, interrogarsi sui ritardi e sulle amnesie, così come prendere coscienza che la scarsa attenzione verso questi temi di ricerca è dovuta solo in piccola parte ai “numeri” del Porrajmos, certamente inferiori rispetto allo sterminio degli ebrei, mentre in larga parte è dovuta agli stereotipi negativi su questi popoli, che ancora oggi permangono. Se a livello internazionale oggi il—Porrajmos—è ormai riconosciuto come persecuzione e sterminio per motivi razziali, esattamente come la Shoah ebraica, in Italia questa consapevolezza non è ancora piena. Tuttavia, anche da noi la ricerca storica ha preso da qualche anno vigore, mettendo in luce il ruolo dell'Italia fascista nel sistema di persecuzione e deportazione di rom e sinti. Dopo i saluti istituzionali, ne discuteranno con gli studenti e la cittadinanza: Luca Bravi (Università di Firenze), Eva Rizzin (Università di Verona), Ernesto Grandini (Comunità Sinti di Prato); coordina: Luciana Rocchi (Comitato scientifico Isgrec). A seguire: proiezione del documentario di Andrea Segre "Lo sterminio dei popoli zingari".
La prenotazione è obbligatoria per le classi fino ad esaurimento dei posti dell'Aula Magna. Sempre per le classi, su richiesta degli insegnanti, è possibile prenotare nei giorni dal 29 Gennaio al 3 Febbraio le Passeggiate della memoria (visite guidate con partenza dal monumento ai Martiri dell’antifascismo e della Resistenza alla Cittadella dello Studente fino alle Pietre d’inciampo in Piazza del Duomo e al bassorilievo nell’atrio del Palazzo del Comune) e lezioni-laboratorio sulla storia della deportazione politica e razziale nazifascista e sull’internamento dei militari italiani.