Erano anni che non succedeva. Le spiagge della Maremma, dopo aver collezionato decine di bandiere blu per la pulizia e la bellezza del suo mare, hanno ricominciato ad ospitare i nidi di Caretta Caretta, la tartaruga di mare che non deponeva più le sue uova sulle nostre coste. Dopo Capalbio, infatti (il primo nido è stato avvistato a giugno) è stato il litorale di Castiglione quello più "generoso". Tre infatti i nidi di tartaruga marina che sono stati individuati,...

Erano anni che non succedeva. Le spiagge della Maremma, dopo aver collezionato decine di bandiere blu per la pulizia e la bellezza del suo mare, hanno ricominciato ad ospitare i nidi di Caretta Caretta, la tartaruga di mare che non deponeva più le sue uova sulle nostre coste. Dopo Capalbio, infatti (il primo nido è stato avvistato a giugno) è stato il litorale di Castiglione quello più "generoso". Tre infatti i nidi di tartaruga marina che sono stati individuati, circoscritti e difesi come uno scrigno dalle mani esperte dei professionisti di Tartamare, l’associazione che si occupa della cura e della loro salvaguardia. Quelle uova, sotterrate dagli animali durante la notte, tra Rocchette e il Capezzolo, sono diventate anche mete di studio di ragazzi, curiosi e tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell’ecosistema. Ma non per tutti è così. Un gravissimo atto vandalico, infatti, si è consumato la notte tra domenica e lunedì proprio in una zona circoscritta di spiaggia tra gli stabilimenti Alessandro e Baia Azzurra alle Rocchette. Dove una Caretta Caretta aveva deciso di deporre decine di uova. Poi sotterrate con cura prima di riprendere il largo. Un gruppo di ragazzi, da quanto si è appreso, è entrata nel nido, delimitato da una rete, pali e cartelli. Ha tentato di scavare portando quasi alla luce tutte quelle uova. Un dispetto in piena regola che ha probabilmente compromesso il buon esito della cova e la nascita di decine di tartarughine. E’ stato il custode di un campeggio che si trova a Roccamare ad accorgersi, solo la mattina di quello che era accaduto. Ha immediatamente avvertito Tartamare. Il primo sopralluogo (il secondo avverrà oggi insieme ai carabinieri forestali) ha purtroppo evidenziato quello che tutti si aspettavano: il nido era stato violato. I ragazzi, pare, quando si sono resi conto di quello che avano fatto, hanno tentato di ricoprire quella fetta di spiaggia che era stata delimitata con la rete e i cartelli, ma solo il tempo dirà se il successivo intervento degli esperti di Tartamare avrà salvato quelle uova. Serve infatti una temperatura particolare e soprattutto nessuno che rovini quell’ecosistema che si regge su un equilibrio delicato. Il responsabile dell’associazione ha sporto denuncia ai carabinieri. I militari stanno cercando di individuare i responsabili del gesto che definire idiota è solo un complimento.

Matteo Alfieri