"Solo propaganda e mistificazione"

Il Coordinamento Provinciale "Donne" dell'ANPI denuncia la proposta di legge sostenuta da politici italiani che rischia di assomigliare all'Ungheria di Orbán. Una legge che vuole stravolgere il senso della legge 194 del 1978, che ha riconosciuto la piena soggettività giuridica della donna.

"Quarantacinque anni di emancipazione non potranno essere cancellati da un tratto di penna". Inizia così il coordinamento provinciale "Donne" dell’Anpi e Daniela Castiglione componente del Coordinamento Nazionale "Donne Anpi". "Esattamente tredici mesi fa l’Ungheria di Viktor Orbán varava l’obbligo per le donne intenzionate ad interrompere una gravidanza ad ascoltare il battito del cuore del feto, vincolando inoltre i medici a presentare la prova – iniziano – Questa decisione dell’esecutivo di Budapest, giustamente criticata aspramente da molti osservatori occidentali, venne etichettata da Amnesty International come il segnale di un "preoccupante declino" destinato a traumatizzare le donne già poste in situazioni difficili. Quei segnali preoccupanti adesso trovano terreno fertile persino tra i politici italiani, sempre più reazionari in un Paese che con le sue storiche battaglie per la legge 194 del 1978 indicò invece la via per la transizione da un sistema patriarcale ad un nuovo contesto legislativo paritario, a riconoscimento di una piena soggettività giuridica della donna". "Oggi – aggiungono – attraverso la proposta di legge sostenuta tra gli altri da "Militia Christi", "Generazione Voglio Vivere", "Movimento nazionale Rete dei Patrioti", "Tradizione Famiglia Proprietà" ed "Associazione Crociata Cattolica per la Regalità di Gesù Cristo", fortemente sponsorizzata dal sindaco del capoluogo maremmano attraverso i suoi canali social, il nostro Paese potrebbe rischiare di assomigliare in brevissimo tempo all’Ungheria dei diritti violati di Orbán. Falliti in tutti questi anni gli innumerevoli tentativi di abrogarla, ora si prova la carta dello stravolgimento del senso della legge 194 attraverso l’arma della propaganda e della mistificazione – chiudono – con il pretesto di una maggiore consapevolezza sull’aborto. Cari politici, se davvero volete migliorare la consapevolezza ripristinate ed aumentate i fondi per i consultori".