La RistOsteria all’ex Enaoli di Rispescia ha aperto le porte. Da ieri è possibile cenare (e non solo) nell’ex orfanotrofio di Rispescia riportato non solo alla luce, ma proprio a vita vera dal progetto di promozione sociale ‘Luci nel Parco’. Un progetto pilota, partito dalla rigenerazione di un immobile pubblico in disuso con finalità di integrazione sociale e di sviluppo economico. L’immobile, di proprietà dell’Ente Terre regionali toscane, è stato assegnato con un bando pubblico proprio all’associazione di promozione sociale...

La RistOsteria all’ex Enaoli di Rispescia ha aperto le porte. Da ieri è possibile cenare (e non solo) nell’ex orfanotrofio di Rispescia riportato non solo alla luce, ma proprio a vita vera dal progetto di promozione sociale ‘Luci nel Parco’. Un progetto pilota, partito dalla rigenerazione di un immobile pubblico in disuso con finalità di integrazione sociale e di sviluppo economico. L’immobile, di proprietà dell’Ente Terre regionali toscane, è stato assegnato con un bando pubblico proprio all’associazione di promozione sociale Luci (presidente don Enzo Capitani), perché lo ristrutturasse e ne facesse uno spazio di utilità sociale. E così è: la RistOsteria è la prima attività che prende vita nel contesto del progetto Luci. A questa si accompagna ‘Musica più’, spazio musicale proprio attaccato al ristorante, in cui i giovani – e non soltanto loro – avranno a disposizione locali attrezzati per prove musicali e potranno esibirsi la sera nell’area spettacoli del ristorante. La terza attività è di tipo formativo e culturale: prevede la promozione della progettazione a impatto sociale attraverso corsi di formazione per enti pubblici, volontari, studenti e aziende. La ristrutturazione dell’immobile assegnato dalla Regione al progetto Luci è costata circa 500mila euro, ma per essa non è stato speso un euro pubblico. Si tratta, infatti, di fondi propri dell’Asp Luci raccolti attraverso i certificati di deposito previsti dalla legge di riforma del Terzo Settore del 2016. Singoli cittadini privati (o anche aziende) hanno investito i loro risparmi in social-bond che pagano una cedola semestrale del 2% di interesse. Lo 0,50% di questa cedola viene devoluta come atto liberale al progetto Luci. Un’operazione , questa, che si può anche scalare dalle tasse. Con questo meccanismo il progetto Luci negli ultimi giorni di luglio è riuscito a movimentare diversi milioni di euro. "Abbiamo rigenerato un luogo che era uno dei simboli della Maremma – ha detto un emozionato don Enzo Capitani, presidente dell’Asp Luci, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione della RisOsteria – e che adesso potrà essere di aiuto all’intera comunità, attraverso il lavoro e la socialità". La gestione della struttura all’ex Enaoli è stata affidata alla Cooperativa ‘Solidarietà è crescita’. Si comincia, come detto, con la RistOsteria. La cooperativa offrirà lavoro a soggetti in difficoltà con l’obiettivo di mettere a disposizione della potenziale clientela un ristorante bio-local, a filiera cortissima. Del resto, è ubicato nel cuore del Parco naturale regionale della Maremma. I cibi che faranno parte del menù, dunque, avranno tutti origine selezionatissima e provenienza locale. Andrea Fabbri