Valentano, 18 agosto 2021 - Va avanti da ormai cinque giorni il rave party nelle campagne di Valentano, nel viterbese, al confine tra Toscana e Lazio. Un raduno illegale, organizato suio social, che è iniziato nella notte tra il 13 e il 14 agosto, richiamando circa 10 mila persone da tutta Europa, tra alcool, droga e musica altissima, in barba a qualsiasi norma sulla sicurezza e del rispetto delle restizioni imposte dalla pandemia. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al decesso del ragazzo di 25 anni avvenuta nei giorni scorsi. Nel fascicolo, coordinato dal procuratore Paolo Auriemma, si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato trovato nelle acque del Mezzano, dove il ragazzo era stato visto immergersi. I magistrati sono in attesa dei risultati dell'autopsia disposta per accertare le cause del decesso.

Ore 21 

Alcune decine di partecipanti che hanno lasciato il maxi rave sono segnalati nella serata di mercoledì nel centro storico della confinante Pitigliano (Grosseto), paese in questi giorni affollato di turisti. Secondo quanto si apprende tra i reduci del raduno, alcuni hanno finito i viveri e sono in cerca di cibo, qualcuno si è addormentato accampandosi nelle strade pubbliche, altri non hanno mezzi per tornare ai luoghi di provenienza e aspettano la ripresa dei servizi di linea (autobus) domani mattina. La situazione è calma ma viene costantemente monitorata dalle autorità. "È iniziato il deflusso - spiega stasera il sindaco Giovanni Gentili - e alcuni partecipanti sono arrivati in paese a Pitigliano. Hanno lasciato il rave quelli che erano meno organizzati, senza camper, senza roulotte. Spesso hanno finito le scorte e se ne vanno. Risulta che gli organizzatori prevedevano di far durare il rave dieci giorni ma speriamo che possa concludersi già domani, ci sono accordi che operano in questa direzione". Anche i comuni di Manciano e in minor misura Sorano, sul versante della Toscana sono interessati dai flussi di rientro dei reduci del rave party osservati nei loro transiti dalla popolazione locale nelle proprie case.

Ore 19 

Intensificata dagli agenti della Questura di Viterbo l'attività di controllo nel rave in corso in prossimità del lago di Mezzano. Il servizio di sorveglianza quotidiano prevede da una parte il presidio ai varchi, per scongiurare nuovi ingressi e identificare chi esce, dall'altra un lavoro di natura informativa all'interno del campo, nel tentativo di trovare una soluzione condivisa per poter chiudere quanto prima l'evento. Dopo che uno giovani partecipanti è stato trovato senza vita, proprio nelle acque del lago, la notizia della morte di un secondo, diffusa nelle ultime ore, non trova al momento conferma. Resta tuttavia la rabbia dei cittadini, di fronte a un rave con musica altissima e con qualsiasi tipo di sostanza stupefacente a disposizione dei partecipanti, cinquemila almeno ancora sul posto, in tempi di pandemia e stringenti regole sanitarie da seguire. La priorità per i poliziotti è quella di garantire qualsiasi intervento in sicurezza si renda necessario. Nelle ultime ore, grazie alla presenza continua delle forze dell'ordine ai varchi dalla parte di Viterbo, gli ingressi sono drasticamente ridotti. Per evitare però che il passaparola tra i partecipanti non dirotti altri eventuali invitati dal lato opposto, quello della Toscana, si è provveduto a informare anche la provincia di Grosseto.

Ore 18

Stanno defluendo in queste ore i partecipanti del rave party illegale. La forbice delle persone che hanno scelto di abbandonare il rave oscilla intorno al 40%. Chi e' rimasto continua a ballare nei pressi dell'impianto acustico. Si avvicina la sera, ma la stanchezza non si fa sentire. L'ora 'x' e' scattata alle due della notte tra il 13 e il 14 agosto. E' in quell'ora che le prime centinaia di persone hanno iniziato ad occupare i terreni della tenuta Camilli. Gia' alle 5 della mattina - dice una fonte dei carabinieri - migliaia di ragazze e ragazzi provenienti da tutta Europa si erano impossessati dei campi. Le forze dell'ordine, dal 14, hanno chiuso l'accesso al rave, ma alcuni sono riusciti comunque a raggiungere la zona passando dalla Toscana. Dopo poche ore erano gia' in 5mila: Finlandia, Repubblica Ceca, Olanda, Francia, Inghilterra e Spagna sono solo alcuni dei Paesi esteri da cui buona parte dei partecipanti al rave sono partiti per raggiungere - spesso in camper - la Tuscia viterbese. Il giorno di ferragosto i controlli delle forze dell'ordine si sono fatti piu' stringenti, ma la notizia che ha sconvolto le ragazze e i ragazzi in festa e' stata un'altra: uno di loro, intorno alle 19:30, si e' immerso nel lago e non e' piu' tornato alla festa.

Ore 17

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese sta seguendo costantemente la situazione nel viterbese e l'operato delle forze di polizia, dicono fonti del Viminale, "nella consapevolezza anche delle gravi preoccupazioni delle comunità locali stanno lavorando con grande senso di responsabilità ed equilibrio per ripristinare la legalità nel più breve tempo possibile. E' necessario lasciar operare  le autorità provinciali di pubblica sicurezza secondo la loro specifica competenza tecnica, professionalità ed esperienza". 

Ore 16 

Sebbene dalla scorsa notte centinaia di persone abbiano abbandonato il raduno, in corso ormai da cinque giorni, la festa continua e la musica non accenna a spegnersi. Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano, ha inviato un video  WhatsApp ai media, rivolgendosi alla ministra dell'Interno: "Esistono ancora tre grandi problematiche a cui il ministero dell'Interno deve dare una risposta. Una problematica di ordine e sicurezza pubblica - afferma - all'interno del rave party illegale che dopo cinque giorni di festa si sta ancora consumando. Un secondo problema, invece, riguarda l'emergenza epidemiologica: le comunità locali iniziano a essere veramente preoccupate. Un terzo problema - conclude - è di carattere ambientale: quali saranno le conseguenze per una zona di interesse comunitario come quella di Mezzano? Lamorgese deve immediatamente dare una risposta".
Sulla situazione interviene anche l'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, secondo cui "i servizi della Asl segnalano una situazione grave". La situazione del rave party a Mezzano, nel Viterbese, è "fuori controllo", spiega, "nessuna trattativa e' possibile. Va ripristinato il corretto ordine pubblico, identificate le persone e individuate le responsabilità di un simile assembramento". 

Ore 14

La Procura di Viterbo apre un'inchiesta in relazione alla morte del ragazzo di 25 anni, GianLuca Santiago, nato a Londra ma residente a i Reggio Emilia. A coordinare l'indagine è il procuratore Paolo Auriemma: si procede per morte come conseguenza di altro reato. Il corpo del giovane è stato 'ripescato' nelle acque del lago Mezzano nella notte di Ferragosto. Sarà l'autopsia ad accertare le cause del decesso. "La sera in cui è morto il ragazzo, poco dopo la tragedia all'interno del rave, una donna ha partorito e ha dato alla luce una nuova vita". Questa le parole di un ventenne alle agenzie, che racconta indiscrezioni del rave in un bar di Valentano, poco distante dalla festa. Il ragazzo, R.B. Ha appena lasciato la zona e sta cercando un treno per tornare a Torino, la sua città. "E' arrivata l'ambulanza - afferma il giovane - credo che a essere nata sia stata una bambina". All'interno del rave "la situazione e' tranquilla. C'è stata paura nei giorni successivi alla morte del ragazzo. Sapevamo che sarebbe stato meglio evitare di fare il bagno nel lago, ci avevano avvisato due giorni prima dell'arrivo. La morte, ovviamente, sconvolge sempre tutti. Le persone dicevano 'stacchiamo adesso o andiamo avanti anche nel rispetto di chi ha fatto tanti chilometri', perche' c'erano delle persone dalla Finlandia, dalla Repubblica Ceca, dall'Andalusia". Lui, assieme a suoi quattro amici, ha lasciato il rave. Gli altri, dice, "stanno smontando un po' tutto quanto".

Le richieste di intervento 

Ieri, 17 agosto, i sindaci e le giunte di Manciano, Pitigliano e Sorano, in provincia di Grosseto, avevano denunciato pubblicamente l’irregolare raduno, definito "un attacco frontale ai territori e alla popolazione dei comuni limitrofi”. Il rave sta minacciando, secondo gli amministratori toscani, "le attività economiche, in piena stagione turistica, e la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, anche dal punto di vista sanitario". Per questo motivo hanno richiesto un intervento deciso delle Prefetture, a partire da quella di Grosseto, a cui fanno riferimento. Il raduno infatti, pur trovandosi in territorio laziale, si sta allargando verso i territori del sud della Toscana.

"Chi oggi grida allo scandalo e sollecita interventi coatti" sul rave party del viterbese "sappia che sta insistendo su una soluzione dove la possibilità di avere feriti gravi o eventi letali è una concreta probabilità. Per questo, il nostro giudizio sull'operato del questore è assolutamente positivo e gli rivolgiamo la nostra solidarietà e vicinanza". Così il portavoce dell'Associazione nazionale funzionari di Polizia, Girolamo Lacquaniti. "Siamo consapevoli - spiega Lacquaniti - che le immagini di Viterbo appaiono uno schiaffo alla situazione che viviamo tutti, ma, sotto il profilo tecnico operativo è giusto sottolineare che altre soluzioni contengono concreti rischi di danni molto peggiori".

Inoltre, aggiunge, "l'azione di persuasione dell'Autorità di Pubblica Sicurezza ha portato, ad oggi, all'allontanamento dall'area di circa 1.500 soggetti". "Il terreno privato (non pubblico) oltre ad essere particolarmente vasto - sottolinea il portavoce dell'Anfp - è stato occupato da decine di tir e vede la presenza di migliaia di persone. In più è presente vegetazione secca, facilmente infiammabile. In uno scenario di questo tipo l'intervento prevederebbe un uso della forza che dovrebbe tenere conto dei rischi connessi al movimento di mezzi pesanti tra la folla. In più l'uso dei lacrimogeni rischia d'innescare incendi con esiti drammatici".

La situazione a Valentano

Dalla notte scorsa, stando ad alcune fonti, alcune centinaia di persone hanno lasciato il luogo della festa, a bordo di automobili che sono state tutte controllate dagli agenti che stanno presidiando il perimetro. La Guardia di Finanza sta presidiando l'ingresso principale e un elicottero sorveglia l'area dall'alto. Inoltre questa mattina si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in Prefettura a Viterbo.

La situazione nelle campagne viterbesi al momento appare tranquilla e nelle ultime ore non si sono registrati disordini. Intanto la musica, altissima, non accenna a fermarsi, e gli impianti stereo continuano a funzionare in piena attività. I contatti tra la Questura di Viterbo e gli organizzatori del rave party di Valentano sono costanti. "Il rave, nell'intenzione dei partecipanti, sarebbe dovuto finire lunedì prossimo, ma non li faremo arrivare a quella data. Già da ieri è cominciato il deflusso e diverse persone se ne stanno andando oggi" dicono fonti della Questura di Viterbo.

Cinque ricoverati in coma etilico

Cinque partecipanti al rave party abusivo di Valenzano di Viterbo sono stati ricoverati al pronto soccorso dell'ospedale della vicina Pitigliano (Grosseto), comune toscano confinante, per gli effetti dell'alcol. Secondo quanto si apprende quattro sono in coma etilico, tuttavia la gravità delle loro condizioni non è tale al momento da giustificare un trasferimento a Grosseto e vengono curati nel piccolo ospedale della Maremma. Secondo quanto si apprende da fonti, per le strade di campagna che portano al rave party è un andirivieni continuo di ambulanze per assistere i partecipanti che si stanno sentendo male dopo giorni di 'sballo' e musica. Alcuni di loro vengono curati sul posto, altri trasferiti ai pronto soccorso. Non è chiarito al momento quante persone sono state soccorse e dall'area del rave le informazioni giungono frammentarie. Presidi sanitari mobili assicurano una pronta assistenza in caso di bisogno

 

Il precedente

Le  immagini del rave che arrivano dalle campagne davanti al lago di Mezzano, nel Viterbese, riportano alla memoria quanto successo ai primi di luglio in Toscana. Un borgo era rimasto ostaggio per quattro giorni di un rave party abusivo con seimila persone arrivate da tutta Europa, in auto, camper, roulotte e persino pullman organizzati. Succedeva tra sabato 3 e martedi' 6 luglio a Tavolaia, una piccola frazione del Comune di Santa Maria a Monte, in provincia di Pisa. Per quattro giorni e tre notti i residenti erano stati costretti a recintare le proprie abitazioni o a fare la guardia per evitare che i partecipanti al rave, sotto effetto di alcol e droghe, si introducessero in giardini e pertinenze. Tre notti insonni tra musica a tutto volume, 'sparata' da gigantesche casse portate su un tir francese. poi sequestrato, e qualche atto di vandalismo. Bottiglie di birra scagliate nei giardini e gente 'sballata' che vagava tra le vicine case di Tavolaia scoperta a fare i propri bisogni sugli usci o nei giardini. Un inferno in una frazione fino a prima immersa tra natura e silenzio.

I video e le foto pubblicati sui social dai partecipanti al rave abusivo avevano alimentato rabbia e domande degli abitanti: "Perche' a noi cittadini vengono chiesti sacrifici, vaccini, green pass, mascherine mentre 6.000 persone possono arrivare da ogni parte d'Europa senza controlli o quarantene, occupare abusivamente un luogo e vivere per tre giorni ai confini della legalita' e del rispetto?". I partecipanti al rave di Tavolaia erano arrivati da regioni del Centro-Nord e dall'estero: moltissimi dalla Francia e anche da Spagna, Svizzera e Inghilterra. Il sindaco del paese si era rivolto alla Prefettura di Pisa che aveva da subito attivato posti di blocco e sbarrato le strade di accesso al pianoro. Un lavoro immane per le forze dell'ordine che si era poi concluso, fra le altre cose, con l'arresto di un pluripregiudicato, il sequestro di un tir francese con le mastodontiche casse, un giovane in prognosi riservata per aver ingerito del liquido di raffreddamento e l'identificazione di 1.084 persone. Per tutti erano scattate la denuncia per il reato d'invasione di terreni aggravato e il Foglio di via obbligatorio, con divieto di ritorno a Pisa fino a 3 anni.