Ravasi in Duomo. Apre la Settimana della Bellezza

Intanto oggi è in programma anche l’inaugurazione delle due mostre che caratterizzano l’edizione 2023.

Ravasi in Duomo. Apre la Settimana della Bellezza

Ravasi in Duomo. Apre la Settimana della Bellezza

Biblista, scrittore, fine intellettuale, attento da sempre al dialogo con i non credenti sulle grandi domande dell’umano, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio consiglio per la cultura sarà la voce principale della giornata inaugurale della Settimana della Bellezza 2023, che quest’anno ha per tema "L’eternità in ogni giorno". E per approcciare il tema, il cardinal Ravasi oggi alle 16.30 in Cattedrale terrà la lectio magistralis intitolata "All’eterno dal tempo". Rifacendosi a questa espressione, contenuta nel canto XXXI del Paradiso, il prelato offrirà una sua meditazione sulla vita quotidiana che può essere trasfigurata dalla capacità di vivere il tempo cronologico come un tempo esistenziale. Al termine dell’incontro, il cardinale Ravasi presiederà la Messa prefestiva in Duomo (in diretta su Tv9 alle 18).

Intanto già questa mattina la Settimana della Bellezza avrà un altro momento importante con l’inaugurazione delle due mostre che caratterizzano questa edizione. Alle 10.30, nella sala Friuli di piazza San Francesco, a Grosseto, sarà inaugurata la mostra "Porte del Paradiso", una sorta di viaggio speculare fra l’arte di Francesco Badile, misconosciuto intagliatore e pittore veronese, membro della famiglia di artisti e artigiani più importante a Verona dal Medioevo al Rinascimento, e Ugo Riva, scultore italiano vivente, originario di Bergamo. Saranno, infatti, esposte al Polo Le Clarisse una Madonna con Bambino di Badile, parte di una collezione privata, e 11 opere, aventi per tema sempre la Madonna con Bambino, di Riva. La seconda proposta artistica che verrà inaugurata oggi è l’itinerario "L’eternità dell’arte e nell’arte", al Maam-museo archeologico e d’arte della Maremma. "Sì – racconta Chiara Valdambrini – è un titolo voluto e non un gioco di parole, perché i visitatori possano percepire come l’arte riesce ad eternare tanto significato e riesca a sopravvivere a tutto. Il museo diocesano ne è testimonianza importantissima: qui sono conservate opere che esistono da secoli e che sopravviveranno anche a noi, perché la bellezza è sempre attuale, è giovane e contemporanea ad ogni generazione".