Produzioni sostenibili Le nuove frontiere del carbone L’esempio del biochar

Saranno presentati domani nell’istituto Leopoldo II di Lorena i risultati della ricerca su questa nuova generazione di prodotti. Molti i partner del progetto nato con i fondi della Regione Toscana.

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Produzioni sostenibili Le nuove frontiere del carbone L’esempio del biochar

Delle nuove frontiere del carbone, anche in ottica di sostenibilità ambientale, se ne parla domani all’istituto Leopoldo II di Lorena. È l’occasione per conoscere i risultati del progetto Bioactam, in quanto il Crisba, ovvero il centro di ricerche dell’Istituto grossetano, è uno dei partner operativi del progetto. Le attività sono state portate avanti dal gruppo operativo Bioactam (acronimo di Biochar: Innovazioni Ottenute Attraverso Carbonizzazioni Testate in Amiata e Maremma) formato da 13 partner che si sono messi insieme grazie ad un bando della Regione relativo ai Piani strategici dei Gruppi Operativi del Psr. Insieme hanno lavorato su processi innovativi di carbonizzazione e testato il biochar prodotto (carbone prodotto con scarti agricoli e forestali). I principali attori di questo progetto sono il Consorzio Forestale dell’Amiata che è capofila del progetto, Segheria Vinciarelli di Saragiolo, Azienda Agricola Orti di Maremma di Federico Comandi di Gavorrano, Azienda Agricola Bussolino Roberta di Seggiano, Azienda Agricola Antico Frantoio del Parco Cooperativa Sociale di Alberese, Qualiterbe di Pitigliano, la B&C Technosystems del gruppo Certema, Consorzio Olio di Seggiano Dop, insieme al Consorzio interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali, Isis Leopoldo II Lorena di Grosseto, Università della Tuscia. Fulcro centrale del progetto è il prototipo innovativo di forno di carbonizzazione per la produzione di biochar, realizzato dalla B&C Technosystems di Borgo Santa Rita, a Cinigiano, con il supporto scientifico dell’Università della Tuscia ed istallato nella Segheria Vinciarelli di Saragiolo sul Monte Amiata. In generale il progetto messo a punto ha come obiettivo l’incremento della produttività agricola e della sostenibilità nei settori dell’agricoltura e della forestazione.

Il Biochar, che non è altro che un carbone di limitata pezzatura, fa parte di una nuova generazione di prodotti basati sulla pirolisi parziale di biomasse legnose derivanti da residui delle attività forestali ed agricole, che può essere usato in agricoltura come ammendante o per altri svariati usi sia in forma grezza sia se attivato chimicamente, biologicamente o fisicamente. Il dottor Lorenzo Moncini del Crisba, che ha condotto una serie di prove sulle solanacee ed in particolare sui pomodori, ha parlato di risultati promettenti. Le piante cresciute in presenza di carbone vegetale hanno mostrato un maggiore sviluppo rispetto a quelle non trattate.

"Il progetto – ha detto Giovanni Alessandri, coordinatore tecnico del progetto – costituisce un primo esempio di cooperazione e di collaborazione tra realtà territoriali ed economiche differenti, dimostrando come l’integrazione trasversale sia terreno fertile per lo sviluppo e l’innovazione in campo agroforestale producendo anche risultati interessanti negli scenari attuali del cambiamento climatico contribuendo all’integrazione di sistemi di gestione sostenibili".

Nicola Ciuffoletti