Pino Pavone
Pino Pavone

Grosseto, 28 marzo 2021 - Difficile comprendere il motivo per cui si leggono spesso dichiarazioni di autorità sanitarie e politiche preoccupate di una "resistenza al vaccino da parte di molti italiani" che invece, nei fatti, non c’è. Almeno non in Maremma, dove al contrario si registra una forte domanda del siero immunizzante in specialmodo da parte di coloro che dovrebbero e potrebbero vaccinarsi in questi giorni, ma che non riescono a farlo per diversi motivi non impotuabili di certo alla loro volontà. La prima causa è sicuramente la disponibilità delle dosi, a quanto pare assai inferiore rispetto alle previsioni. A ciò si potrebbe aggiungere anche qualche difficoltà tecnico-logistica che in un momento così complesso ci può stare. Ma in ogni caso, al netto di tutto, c’è da chiedersi: è mai possibile che il solo modo per prenotare una vaccinazione è farlo attraverso internet? Persone anziane non hanno dimestichezza con la rete. E non è detto abbiano figili conviventi cui demandare il compito della prenotazione. Inoltre: anche una persona giovane e smart potrebbe scegliere di non avere computer e internet. In fondo viviamo in un Paese libero e democratico. Ma se l’obiettivo è vaccinare quante più persone possibile, perché offrire una sola modalità di prenotazione? Tra l’altro c’è chi racconta storie di mancate risposte anche quando ha seguito tutte le procedure telematiche richieste.

È il caso di Pino Pavone, classe 1946. Rientrerebbe nelle fasce di età per le quali si sono aperte da poco le vaccinazioni con AstraZeneca, ma il suo caso è ancora più più grave. Pavone, infatti, è sposato con Lilia Bruni, classe 1949, affetta da una grave patologia che la fa rientrare nella categoria delle cosiddette ’persone fragili’. Sia Pavone (in qualità di convivente), sia la sua consorte Lilia dovrebbero essere già stati vaccinati da diverso tempo visto che si sono iscritte sul portale internet indicato dall’Asl Toscana Sud Est molti giorni fa. E invece a oggi, ancora niente.

"Però un mio amico, nato nel 1945 è stato chiamato a fare il vaccino ieri (venerdì) ed è stato immunizzato pur non avendo alcuna patologia" racconta Pino Pavone. Il quale, dopo aver preso un po’ di fiato e di calma, racconta tutti i fatti al cronista cui affida il suo sfogo.

"Mia moglie ha una malattia cronica importante – dice Pavone – e mia figlia che non vive con noi, ma sta in un altro Comune ha provveduto a prenotare il vaccino per suo conto sul sito internet indicato dalla Regione. Io e mia moglie non siamo pratici di internet, non abbiamo il computer, così ci ha pensato mia figlia. Che ha iscritto sia mia moglie, sia il sottoscritto in qualità di convivente. Ebbene, da allora nessun cenno di riscontro da parte dell’Asl. Poi ieri (venerdì, ndr) ho incontrato un amico che è del 1945 e tutto contento mi ha detto che si è vaccinato. Ma insomma, come funziona? Io ho paura per mia moglie. Vogliamo essere entrambi vaccinati subito".

L’ex consigliere di circoscrizione Loriano Fontani lamenta la difficoltà di prenotare il vaccino, pur avendone il diritto e pur volendolo fare con tutte le sue forze. "Non ho internet – dice – e so usare pochissimo il computer. Ma come devo fare? Possibile non abbiano pensato a un numero verde o a qualcosa del genere?".