Polizia postale
Polizia postale

Grosseto, 20 maggio 2019 - Non si svolgerà oggi l’interrogatorio di garanzia in carcere a Grosseto dell’imprenditore di 30 anni accusato di detenzione di moltissimo materiale pedopornografico. File nel computer dell’uomo, trovati dopo una ricerca minuziosa da parte della Polizia Postale di Grosseto, dal carattere raccapricciante che vedevano protagonisti bambini di entrambi i sessi e in alcuni casi anche neonati.

L’uomo, assistito dall’avvocato Arcioni, ha trascorso le sue prime due notti in carcere, senza parlare. «Per il momento non c’è niente da dire – ha detto telegraficamente il legale – domani (oggi ndr.) vedremo quando il giudice per le indagini preliminari fisserà l’udienza di convalida e poi decideremo la linea da seguire. Per il momento non ci sono dichiarazioni da rilasciare». Top secret quindi la linea difensiva per l’imprenditore, tra l’altro molto conosciuto, che dovrà rispondere di accuse pesantissime.

Da quello che si è  appreso infatti, i file che sono stati scoperti dalla polizia Postale di Grosseto, che ha collaborato anche con i colleghi provenienti dal Canada (pare infatti che l’uomo abbia condiviso file pedopornografici per persone che abitavano proprio in Nordamerica), erano di una quantità incredibile. Mega e mega di immagini con bambini e bambine (anche appena nati) che hanno fatto decidere per la custodia cautelare in carcere al sostituto procuratore Arianna Ciavattini.

La polizia di Grosseto ha prelevato l’uomo, dopo una ricerca durata per tutta la giornata di venerdì, nella sua casa tra la costernazione dei genitori e anche dello stesso trentenne che non si aspettava una cosa del genere. Profondo lo sconcerto in città: l’imprenditore infatti è molto conosciuto. Nel 2016 è stato anche candidato al Consiglio comunale di Grosseto. Ma oltre all’operazione , che ha portato all’arresto del trentenne, nei giorni scorsi ci sono state altre due operazioni della Pol izia postale grossetana. Altri due uomini, amche loro trentenni e residenti in provincia, sono stati denunciati dopo una perquisizione effettuata dalla Polizia postale su delega di due distinte procure Le tre indagini sono distinte, dal momento che tra loro non ci sarebbe alcun collegamento.