Gavorrano (Grosseto), 14 agosto 2019 - Mentre prosegue la caccia al killer dell'agguato di Gavorrano nella notte tra 11 e 12 agosto - un marocchino ucciso e un altro ferito gravemente -, si indaga anche su alcuni messaggi vocali, in lingua araba, che subito dopo gli spari proprio il ferito, 18enne, inviò a uno zio per avvisarlo dell'accaduto.

Il ragazzo è sempre in prognosi riservata all'ospedale Le Scotte di Siena dopo l'intervento chirurgico all'addome e i carabinieri non possono sentirlo a causa delle gravi condizioni di salute. Ma già adesso quelle sue parole, registrate sul cellulare subito dopo gli spari di pistola esplosi al bivacco della droga di Filare, potrebbero fornire tasselli importanti, mettendo gli investigatori sulla strada giusta per individuare il killer.

Intanto, come riferisce Il Tirreno oggi, quello stesso zio, che era ricercato dalle forze dell'ordine, si è costituito dai carabinieri per testimoniare. Secondo quanto emerge, il 25enne ucciso, amico del nipote, gli avrebbe potuto aver raccontato qualcosa nei giorni precedenti l'assalto. Le indagini battono la pista del regolamento di conti per il controllo dello spaccio di droga, gestito spesso da immigrati irregolari che si nascondono nei boschi, da cui escono quasi soltanto al momento di vendere dosi ai tossicodipendenti.

Stamani alla prefettura di Grosseto si è tenuta una riunione del Comitato provinciale per l'ordine pubblico in cui il sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi, ha ringraziato la stessa prefettura e i referenti delle forze dell'ordine per «la sensibilità e la celerità dimostrata nel prevedere questa riunione» e ha evidenziato una «serie di iniziative che il Comune sta sviluppando, in sinergia con il Comitato, in termini di prevenzione e controllo del territorio».

Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Carlo Bellotti, nella riunione ha assicurato che «le indagini sono in corso con il massimo impegno» e «ha evidenziato che il fenomeno dello spaccio in provincia è attentamente monitorato ed oggetto di mirata azione di contrasto».