Il presidente Rossi all'inaugurazione della nuova ala del Misericordia
Il presidente Rossi all'inaugurazione della nuova ala del Misericordia

Grosseto, 14 aprile 2019 - Una grande scala elicoidale che sembra arrivare fino al cielo. Il bianco che si confonde con l’azzurro del cielo. E’ stata proprio una bella giornata, come ha sottolineato il governatore Enrico Rossi nel suo discorso di apertura, per la comunità grossetana. Ricordando che la nuova ala dell’ospedale di Grosseto (oltre 20mila metri quadrati nuovi di zecca) dev e essere proprio il punto di partenza e non di arrivo. Di quella sanità toscana che è senza dubbio il fiore all’occhiello della politica regionale.

La nuova infrastruttura è stata 'usata' proprio ieri da tutti i politici presenti come un ariete. Per dimostrare, che nonostante tutti i problemi che ci sono, le cose che funzionano ci sono. Come la nuova ala del Misericordia che andrà a regime dalla prima settimana di maggio, quando i malati saranno trasferiti e soprattutto inizieranno le nuove operazioni proprio nel piano nato come blocco per le operazioni. Proprio sotto la scala elicoidale, dopo il taglio del nastro, la musica dei ragazzi del liceo coreutico ha dato il là alla prima giornata "piena" del nuovo Misericordia. Non prima di aver ricordato i lutti che hanno colpito la comunità sanitaria grossetana proprio in questi giorni.

"Vorrei fare un minuto di silenzio – ha detto Daniele Lenzi, direttore del Misericordia per ricordare Cinzia Giardini e Enrico Colosi (rispettivamente l’infermiera morta in un incidente stradale e il ginecologo deceduto dopo una lunga malattia ndr.), due persone che avrebbero meritato di vedere tutto questo. Una bella struttura, indubbiamente, ma soprattutto funzionale. Ricordiamo che Grosseto ha un ospedale da 13mila interventi all’anno e solo 400 di robotica. E che adesso ha la possibilità di crescere ancora".

La successiva visita ai nuovi tre piani non ha fatto altro che accrescere il senso di soddisfazione per quello che questo ospedale potrebbe essere: ancora più efficiente e soprattutto confortevole. Perché ne lle nuove stanze, alle pareti , abbondano quadri colorati. Tutti di artisti locali che hanno donato le loro opere alla comunità. Un luogo di presa in carico e non di cura. Ha sottolineato il direttore generale Antonio D’Urso. Un passo nel futuro che no n poteva essere migliore.