Grosseto, 29 settembre 2017 - E’ ACCUSATO di abusi sessuali su una bambina con cui «aveva occasione di intrattenersi per motivi familiari», come precisa la procuratrice capo di Grosseto, Raffaella Capasso.

Sotto indagine da settimane per la tremenda accusa di violenza sessuale aggravata è un carabiniere maremmano di cinquant’anni. Che attualmente si trova rinchiuso nel carcere di Prato. Il militare dell’Arma è stato arrestato lunedì scorso dai colleghi del Reparto operativo del Comando provinciale di Grosseto, dopo aver violato il divieto di avvicinamento alla piccola e alla sua famiglia. Un provvedimento che era stato notificato al carabiniere solo pochi giorni prima. Una vicenda devastante. Una storia raccapricciante, se i fatti vergati nella denuncia presentata dalla nonna della piccina alla questura di un’altra regione dovessero corrispondere alla realtà.

QUELLA BAMBINA che conosceva il carabiniere, che alcune volte rimaneva con lui, si fidava di quell’uomo da cui forse avrà anche cercato protezione. Ma lo spaccato che emergerebbe dalla vicenda è inimmaginabile. Il militare dell’Arma è accusato di avere compiuto abusi sessuali sulla piccola. Questa la sostanza del contenuto della denuncia che è stata depositata, in primis, alla polizia. E da qui inviata alla procura maremmana.

LA PICCOLA vittima avrebbe raccontato alla nonna pezzi di abusi, dopo che la donna aveva insistito con la nipotina perché la vedeva «strana». Sono iniziate così le indagini che dalla procura di Grosseto sono state delegate ai carabinieri maremmani. Massimo riserbo sulla vicenda e sull’attività svolta dai militari del Nucleo investigativo maremmano fino a quando non è stato necessario eseguire l’arresto del militare, che si trova rinchiuso nel carcere di Prato, dove sembra sia già avvenuto l’interrogatorio di garanzia. Il carabiniere nega qualsiasi addebito, come avrebbe spiegato lunedì al momento dell’arresto. Il suo legale, l’avvocato Jurij Di Massa, non intende rilasciare dichiarazioni.

LA PROCURATRICE capo di Grosseto ha spiegato l’iter dei provvedimenti che sono stati presi. «L’uomo in un primo momento – precisa il magistrato – era stato oggetto solo della misura di divieto di dimora nel proprio comune e di divieto di avvicinamento alla persona offesa, ma, essendo emerso che lo stesso aveva violato le predette misure cautelari, questo ufficio – prosegue la procuratrice Capasso – ha ritenuto di dover chiedere la più gravosa misura della custodia cautelare in carcere, unica idonea a salvaguardare le comprovate esigenze cautelari». Nel tardo pomeriggio di ieri è poi arrivata la presa di posizione del Comando generale dell’Arma che ha sospeso il militare arrestato.

Un’indagine che comunque è ancora molto lontana dalla parola fine. Ora infatti si apre la fase più difficile per gli inquirenti: ascoltare la bambina, per mettere insieme i pezzi del puzzle che vorremmo non si componesse mai. Il procuratore nella nota diffusa ieri alla stampa ha sottolineato che «dell’uomo non vengono indicate le generalità a tutela della minore e a salvaguardua dell’anonimato della stessa».