Il Parco delle Biancane
Il Parco delle Biancane

Monterotondo Marittimo, 12 marzo 2019 - Sarà inaugurato il 30 marzo e l’attesa è tantissima. Non poteva che essere così. Mubia, il futuristico geomuseo delle Biancane è pronto a fare il pieno di turisti.

Siamo a Monterotondo Marittimo, nell’estremo nord della provincia di Grosseto, immerso nei fumi del Parco delle Biancane, un luogo già di per sé di straordinaria bellezza, caratterizzato dalle manifestazioni geotermiche che donano a piante, rocce e terreni una componente cromatica particolarissima e disegnano un paesaggio quasi lunare. Il Parco, che registra ogni anno un costante aumento dei visitatori, segna il tratto distintivo di questa zona di confine con le province di Pisa e Livorno. Se le Biancane mostrano cosa sia la geotermia in superficie, il compito del MUBIA è piuttosto quello di svelare le cause sotterranee che determinano la geodiversità di questo luogo così speciale e unico. È un progetto caratterizzato da rigore scientifico e di grande valenza culturale, destinato a essere il volano del futuro sviluppo turistico del territorio.

Varcando le porte del Mubia si apprenderà come si sono formati i minerali e le rocce e come mai la terra, qui, è così calda e bianca. L’effetto “wow” del MUBIA è garantito dalla geo-nave: un gigante globo scuro di oltre 10 metri di diametro, addossato alle pareti di fondo dell’ex Centrale dei Lagoni Boraciferi. Una sfera primordiale, in cui è possibile entrare in gruppi di 25 persone alla volta. Attraverso proiezioni su grandi schermi, la geonave accompagna il visitatore in un viaggio multimediale, immersivo ed emotivamente coinvolgente. Dalla nuvola all’energia elettrica, alla formazione del plutone magmatico e del serbatoio geotermico, peculiarità delle Biancane, fino alle azioni chimiche e termiche del vapore. Con la sua scenografia colossale il MUBIA esprime tutta la bellezza e la forza delle viscere della terra. Altri contenuti sono disposti lungo le pareti del Geomuseo con schermi, pannelli, grafici e postazioni di approfondimento, tra cui una stanza chiamata laboratorio del prof Lidenbrock, il famoso personaggio del romanzo letterario Viaggio al centro della terra.

Qui è possibile curiosare tra le carte, studiare i fenomeni attraverso microscopi, diorami, modelli e giochi didattici, approfondire le importanti scoperte di fine secolo, che hanno contribuito alla formazione della scienza moderna. Insomma un laboratorio vecchio stile, ma dotato di piccoli congegni contemporanei in grado di far divertire e allo stesso tempo educare un pubblico di tutte le età. Il MUBIA è stato commissionato dal Comune di Monterotondo Marittimo; il progetto di allestimento è curato dall’architetto Marco Del Francia, che si è ispirato alla metafora letteraria come forma di narrazione museografica, mentre il progetto scientifico da Alessandra Casini, direttore del Parco delle Colline Metallifere e da Armando Costantini e Giancarlo Pagani dell’Università di Siena. Gli allestimenti sono realizzati da Studio 490, Space e Quadricomia. La progettazione della grande struttura geodetica, dopo varie modifiche e interpretazioni, ha portato all’attuale aspetto esteriore che trae ispirazione dalla “Morte Nera”, la gigantesca stazione spaziale del film “Guerre stellari”, enorme sfera, il cui rivestimento esterno è caratterizzato da possenti placche scure.