Cacciatore
Cacciatore

Cinigiano (Grosseto), 24 novembre 2021 - Una tragedia. Che ha colorato di nero una umida giornata di novembre nei boschi di Cinigiano. Nella tarda mattinata di ieri è morto infatti Marco Tommasi, grossetano di 61 anni, trovato in terra con un foro alla base del cranio che gli ha causato la morte istantanea.

L’uomo era a caccia insieme a una squadra di altre 20 persone in un terreno alle porte di Cinigiano, nella zona denominata di Piano al Pozzo. Le circostanze della morte sono ancora comunque da chiarire. Quello che pare certo è che il colpo che lo ha raggiunto alla testa è partito dal fucile di un suo compagno di caccia. Un colpo involontario, comunque. Da una prima ricostruzione fatta dagli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri, coadiuvati dai colleghi della stazione di Cinigiano, pare che l’uomo sia stato colpito accidentalmente da una pallottola vagante, o magari da una scheggia. Il colpo è partito da una carabina, un fucile che si usa per le battute al cinghiale e il colpo sarebbe partito almeno da un chilometro e mezzo di distanza. Non si esclude che il proiettile abbia colpito un ostacolo e una scheggia si sia conficcata mortalmente vicino alla testa dell’uomo, che è morto poco dopo. Un tragico incidente insomma.

Sono stati i compagni di cacciata ad avvertire i soccorsi: all’arrivo dell’ambulanza, insieme alle forze dell’ordine però, per l’uomo non c’era più nulla da fare. Insieme ai carabinieri sul posto si è recato anche il pubblico ministero Salvatore Ferraro che ha cercato di ricostruire la vicenda fin dall’inizio: sono stati ispezionati i luoghi della cacciata, il punto in cui è stato trovato il cadavere e la sistemazione delle "poste", ovvero i luoghi dove i cacciatori si mettono per effettuare una battuta al cinghiale. Sono comunque in corso delle indagini anche perchè i carabinieri devono accertare prima di tutto che si sia trattato di un incidente e poi anche chi ha materialmente sparato il colpo che ha colpito il 61enne, anche se in maniera del tutto involontaria.

L’uomo era un professionista grossetano, molto conosciuto ed era un grande appassionato di caccia al cinghiale, disciplina che abitualmente, durante l’inverno, ha sempre praticato insieme ad altri amici. Da qualche anno gestiva un’agenzia di broker finanziario in via Aurelia Nord. L’uomo faceva parte di una squadra di selecontrollori, ovvero cacciatori specializzati che erano stati chiamati in quel terreno, che è una "riserva" di caccia per abbattere dei cinghiali, come prevede il regolamento regionale. In un giorno, tra le altre cose, dove è vietata la caccia proprio a quello specifico ungulato.