Capalbio (Grosseto) 9 luglio 2018 - Dovrà rimanere aperta, senza nessun lucchetto che impedisca transito ed accesso, la strada vicinale denominata «da Capalbio al Giardino», nel tratto che collega la strada provinciale Valmarina con la strada comunale del Giardino, sul territorio comunale di Capalbio. Una via di comunicazione pubblica che è ricompresa al numero 12 dell’elenco delle strade vicinali di uso pubblico. I giudici del Tar di Firenze, infatti, hanno respinto l’istanza cautelare della Comunione Capalbiaccio che aveva presentato ricorso contro l’ordinanza del sindaco Luigi Bellumori con la quale aveva intimato di rimuovere il lucchetto del cancello d’ingresso della strada perché – appunto – ne precludeva l’uso pubblico. Il Tar ha puntualizzato, in attesa della decisione del merito, che vale la sussistenza dell’interesse della collettività ad utilizzare la strada vicinale. Dunque niente sospensione dell’esecutività dell’atto comunale in attesa del responso finale del giudice che, intanto, ha condannato la stessa Comunione Capalbiaccio al pagamento delle spese legali per 1500 euro. La storia risale allo scorso inverno quando il Comune di Capalbio aveva fatto alcune ispezioni tramite la Polizia municipale, tre diversi sopralluoghi dai quale era emerso come il cancello esistente all’inizio della strada in oggetto fosse chiuso con catena e lucchetto. Per questo motivo il sindaco il 12 marzo scorso aveva chiesto al presidente della Comunione Capalbiaccio di togliere il lucchetto e lasciare libero accesso, richiesta che non ebbe alcun seguito considerato che il 23 marzo la Polizia municipale trovò la situazione invariata. Per questo motivo il Comune capalbiese aveva intimato la rimozione del lucchetto e del catena che impedivano l’uso pubblico segnalando che altrimenti avrebbe provveduto direttamente addebitando le spese.

Sabino Zuppa