L'Isola del Giglio (Ap)

Isila del Giglio (Grosseto), 13 giugno 2018 - Sono state fatte nuove scoperte archeologiche, di età etrusca e romana, all'Isola del Giglio (Grosseto). Durante le operazioni di dragaggio delle sabbie nel porto dell'isola, sotto il controllo degli archeologi, nella porzione occidentale è riemersa una bitta (colonna che si trova sulle banchine dei porti e sui ponti delle imbarcazioni per avvolgere i cavi d'ormeggio) di età romana perfettamente conservata.

Nella stessa area gli scavi hanno rivelato una serie di colonne granitiche, solo parzialmente rifinite. Le colonne potrebbero provenire dalla cava romana, localizzata immediatamente a monte del porto, la cui attività doveva essere governata dalla potente famiglia dei Domizi Enobarbi che possedevano la monumentale villa nell'area del Saraceno. Tra i materiali romani rinvenuti negli scavi, accanto a molte parti di anfore, sono stati rintracciati anche frammenti ceramici più antichi, databili a partire dalla fine dell'età arcaica, che attestano la frequentazione dell'area del porto romano già in età più antica, al tempo in cui gli etruschi controllavano la costa tirrenica e le sue isole. I lavori sono stati finanziati dal provveditorato interregionale per la Toscana, le Marche e l'Umbria e le attività archeologiche sono state dirette da Jacopo Tabolli, funzionario archeologo della Soprintendenza e coordinate sul campo da Giuseppina Grimaudo (Tesi archeologia s.r.l.). I rinvenimenti saranno presentati a Siena, il 19 giugno, presso la sede della soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo.