
L'imam di Firenze Izzedin Elzir
Grosseto, 28 febbraio 2024 – Dialogo, dialogo e ancora dialogo. Ed entrambe le parti si impegnino a rispettare regole ed esigenze. Izzedin Elzir , imam di Firenze, questo dice parlando della vicenda che si è aperta per il Centro di cultura islamica di via Trento che si è trasformato però in un centro di culto, in violazione – ha ricordato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – tanto delle normative quanto degli accordi verbali sanciti con una stretta di mano fra lui e Muhammad Arshad, presidente di quella comunità islamica. Per questo, ha spiegato il primo cittadino, il Comune è dovuto intervenire con l’ordinanza "che impone – spiega – al legale rappresentante dell’associazione culturale Faizan e Medina e alla proprietaria della struttura di provvedere al ripristino immediato della destinazione d’uso legittimamente autorizzata, imponendo il divieto di utilizzo dell’immobile come luogo di culto".
Izzedin Elzir non è certo uomo che si presta a facili polemiche. Non ha un ruolo che apre la strada a parole avventate. Presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia dal 2010 al 2018, nel 2004 ha ricevuto il Premio Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà dal Centro Studi Giuseppe Donati di Pistoia, e nel 2012 il Premio Internazionale Giorgio La Pira durante la 30° Giornata Internazionale della Pace, della Cultura e della Solidarietà, dedicata al dialogo tra le religioni. Attualmente è presidente della Scuola Fiorentina di Alta Formazione per il Dialogo Interreligioso e Interculturale.
"Non conosco nel dettaglio questa vicenda – dice l’imam –, ma il mio invito è quello di confrontarsi e attraverso il dialogo trovare una soluzione. La comunità islamica rispetti le regole e il Comune, a cui è demandata poi ogni decisione, l’ascolti. Il confronto è l’unico modo per capirsi l’uno con l’altro".
Il prossimo passo potrebbe essere un incontro fra Muhammad Arshad, i suoi collaboratori e il primo cittadino.
"Al momento non possiamo commentare l’ordinanza – dicono infatti dalla Centro di cultura islamica di via Trento –, perché dobbiamo capire bene ciò che è possibile fare all’interno del locale e cosa non è consentito. Ne dovremo parlare anche con la proprietaria dell’immobile. In ogni caso, in questi giorni non sarà svolta attività di preghiera. Chiederemo però un appuntamento in Comune per parlare con il sindaco e capire meglio la situazione e cercare il modo di risolvere il problema".