Simone Guerrini, presidente dell’Associazione balneari di Marina e Principina
Simone Guerrini, presidente dell’Associazione balneari di Marina e Principina

Dopo le fibrillazioni scattate in seguito al Disegno di legge in materia di concorrenza che ha occupato i palazzi del potere romani nei giorni scorsi, le imprese balneari di tutta Italia, e dunque anche della costa toscana, tra martedì sera e ieri hanno subito un duro colpo a causa di due nuove sentenze del Consiglio di Stato che hanno ribadito quanto già in altre occasioni la stessa giustizia amministrativa aveva deliberato: il rinnovo delle concessioni fino al 2033 previsto dalla legge 145 del 2018 è illegittimo se non passa attraverso una provedura di gara a evidenza europea. 

Il Consiglio di Stato si è pronunciato andando a derimere due questioni specifiche: una in Sicilia e l’altra in Puglia. Secondo i più, tuttavia, si tratterebbe di un provvedimento che fa giurisprudenza. In Maremma, però, il rinnovo delle concessioni balneari ai vecchi titolari non è avvenuto in maniera automatica come nei casi da cui sono partiti i procedimenti amministrativi che si sono conclusi al Consiglio di Stato l’altro ieri sera. Da noi, eventuali aspiranti gestori di spiagge hanno avuto la possibilità di presentare le loro offerte perché alcuni Comuni hanno pubblicato per 30 giorni consecutivi un avviso sul proprio sito internet. E dunque non è detto che sia già tutto perso. In ogni caso i balneari grossetani si organizzano per l’ultima battaglia di una guerra annosa.

Grosseto, 11 novembre 2021 - È davvero finita? Martedì pomeriggio sono state pubblicate due sentenza del Consiglio di Stato, la 17 e la 18 del 2021, che in molti hanno interpretato come "ultima e definitiva parola" sul tema del rinnovo delle concessioni balneari. Secondo queste interpretazioni il secondo grado di giudizio della giustizia amministrativa avrebbe in sostanza affermato in via definitiva che non è possibile acun tipo di rinnovo di concessione demaniale a chi la teneva prima dell’entrata in vigore della Bolkestein, la direttiva comunitaria per la liberalizzazioni erga omnes. Per gestire le spiagge c’è bisogno di una gara europea punto e basta. Insomma, la sentenza del Consiglio di Stato sancirebbe la morte definitiva della legge 145 del 2018 varata dal Parlamento a maggioranza giallo-verde. 

In Maremma, però, oltre alle critiche e alle proteste delle quali diamo conto in seguito e nel box accanto, c’è pure chi – dopo aver letto il testo originale della sentenza – pur tornando a vestire l’armatura da guerra, mantiene una certa serenità. Primo perché le sentenze di martedì scorso, e in special modo la 18, si esprimono su casi specifici singoli ancorché in seguito generalizzati dalla magistratura amministrativa per i loro effetti economico-sociali che vanno ad abbracciare una rilevante platea di soggetti. La sentenza 18/2021, in particolare, è l’ultimo atto di un ricorso promosso da un bagnino che si era visto rifiutare la proroga autmatica della concessione balneare dal Comune di Lecce, che secondo lui gli spettava di diritto in forza della legge 145/2018. 

In seconda battuta il minimo di serenità deriva dal fatto che nelle sentenze si fa riferimento esplisicito al principio di "rinnovo automatico", ovvero tout-court, senza cioè alcun percorso di trasparenza. È questo che non va bene e che è contro la concorrenza. In provincia di Grosseto, invece, alcuni Comuni, Grosseto in primis, hanno usato un percorso completamente diverso per appplicare per la 145/2018. Hanno resa pubblica la procedura per ri-assegnare le 52 concessioni di Marina di Grosseto e Principina utilizzando il disposto dell’articolo 18 del Regolamento della navigazione. 

Tra coloro che vista la malaparata sono tornati a indossare l’armatura per prepararsi alla guerra, pur mantenendo una certa dose di serenità c’è Simone Guerrini, presidente dell’Associazione balneari di Marina e Principina. "Le sentenze – dice Guerrini – bocciano senza ombra di dubbio quelle proroghe che sono avvenute in maniera automatica e senza trasparenza. Da noi è andata diversamente. Tuttavia – sottolinea Guerrini – non possiamo nasconderci dietro a un dito: la questione è complicata e molto cavillosa. Quindi, adesso, noi balneari di Marina e Principina ci riuniremo e cercheremo di prendere quante più informazioni possibili da avvocati conoscitori della materia. Credo che noi si possa stare ragionevolmente tranquilli, ma non si sa mai. Dovesse accadere il peggio e come dicono tutti i giornali di oggi (ieri, ndr) le concessioni demaniali dovessero andare a gara nel 2023, ritengo che alla fine il punto di caduta dovranno essere gli indennizzi. Voglio dire: noi imprenditori abbiamo investito nelle nostre strutture. La concessione deve passare di mano perché la gara è stata ad appannaggio di una multinazionale russa? La questione indennizzo deve essere codificata nelle procedure di passaggio. Per questa ragione è necessario che tutti quanti insieme si cominci a lavorare a un ’accordo quadro di indennizzo’ da far inserire in eventuali norme future".