A Parabiago si indaga su una baby gang
A Parabiago si indaga su una baby gang

Grosseto, 28 giugno 2020 -  Il caso delle baby gang in città si sta allargando a macchia d’olio. Dopo la denuncia di una mamma a La Nazione, si è come svelato un mondo nascosto, fatto di violenze, soprusi, bullismo e paura. La banda di adolescenti, più che altro composta da ragazzine senza scrupoli, non sarebbe l’unica. Nei giorni scorsi una denuncia di un’altra donna avrebbe assicurato che anche in via Einaudi ci sarebbero stati atti di violenza da parte di un gruppo di ragazzini, nei confronti di coetanei e non solo. I carabinieri, che sono stati informati della vicenda (hanno raccolto ufficialmente le denunce e hanno iniziato le indagini) dovranno però far fronte anche ad un altra emergenza.

Ed è ancora una mamma, preoccupata per la figlia adolescente, a contattare la redazione de La Nazione per svelare alcuni retroscena. Altri casi che probabilmente si intersecano nella vicenda del gruppo delle ragazzine-bulle, ma che svelano altri particolari. Soprattutto di un gioco, chiamato "Balla o Brucia". In pratica, secondo il racconto della donna, il gruppo prende di mira una persona (maschio o femmina che sia) e poi li costringe a ballare. Se l’esibizione non è di gradimento, il gruppo "marchia" a fuoco con un accendino surriscaldato il braccio della vittima. Circostanza questa che la mamma denuncia in modo particolareggiato. "Ritengo che mia figlia sedicenne sia coinvolta in questi atti – dice la donna che preferisce l’anonimato - Vorrei capire in che modo lo è, se da vittima o da vittima-carnefice. E magari fare qualcosa per tirarla fuori".

La donna prosegue: "Dico questo a seguito di vari episodi accaduti; uno in particolare mi ha fatto riflettere ed ancora di più leggendo l’ultimo caso di una mamma che chiedeva aiuto per la figlia, vittima da troppo tempo di questo gruppo di ragazzine". Poi inizia a raccontare: "Qualche mese fa mia figlia è arrivata con una grande bruciatura su un abbastanza estesa sull’avambraccio. La ragazza ha sempre sostenuto, senza mai vacillare, che non sapeva cosa fosse, nè come se la fosse procurata. Per vie traverse – aggiunge la donna, una grossetana - da amici, ho appreso che si tratta di un gioco che chiamano ‘balla o brucia’, ovvero si propone di ballare. Se non si fa si viene marchiati a fuoco con un accendino. Nei mesi mi sono stati raccontati vari episodi, vorrei definirli poco piacevoli, ma ritengo che sia più appropriato aberranti". Situazioni queste che sarebbero state confermate alla donna anche da altri adolescenti. "Queste persone sono conosciute – aggiunge – e non sappiamo adesso più cosa fare. Ho letto che quella mamma non vuol far sapere chi è. Sarebbe opportuno se fosse possibile mettersi in contatto e magari rivolgersi tutti insieme dalle forze dell’ordine". Sì, perchè adesso i casi iniziano ad essere davvero troppi. "Credo che l’unione faccia la forza e mia figlia ha bisogno d’aiuto. Non vorrei che per farsi accettare in questo gruppo possa commettere degli atti sbagliati. Credo che la situazione debba essere risolta con la massima urgenza".
Matteo Alfieri