Non mollare mai è il motto del velocista lucchese Andrea Lanfri
Non mollare mai è il motto del velocista lucchese Andrea Lanfri

Grosseto, 15 giugno 2016 - NELLA FINALE T43 dei 200 metri di ieri pomeriggio è arrivato settimo, ma lui è felice ugualmente per questo suo debutto in campo internazionale. Andrea Lanfri, il giovane lucchese di Pieve di Compito, 29 anni, del resto ha migliorato l suo personale con 25’04 «anche se non sono riuscito a sfruttare al meglio le protesi che ho solo da un mese e mi ci devo ancora abituare».

NONOSTANTE quello che gli ha riservato il destino ci racconta sorridendo la sua storia al termine della gara. «A gennaio dello scorso anno sono stato ricoverato in ospedale a causa di una meningite fulminante. Vi sono rimasto sei mesi di cui uno in coma. A distanza di un anno mi ritrovo a correre: come faccio a non essere contento quando soltanto pochi mesi fa lottavo tra la vita e la morte?». Un sorso d’acqua, poi, riprende il racconto.

«QUANDO sono uscito dall’ospedale avevo la necrosi sul viso ed avevo perso le gambe: proprio da lì è partita una sfida con me stesso che prima della malattia praticavo diversi sport a livello amatoriale mentre l’arrampicata in maniera più approfondita». Da quel momento due motti sono stati alla base della voglia di riscatto di Andrea. «Correre più veloce della meningite e non mollare mai».

«PROPRIO COSÌ – prosegue lo sprinter azzurro – avevo una voglia matta di correre proprio perché non avevo più le gambe. Voglio correre, mi domandavo, per fare dispetto al destino, voglio fare tutto quello che facevo prima della malattia». C’era, però, il problema di acquistare le protesi. Andrea non si è perso d’animo.

«Ho promosso – prosegue Andrea – la campagna di raccolta fondi online da destinare all’acquisto delle protesi. E devo dire che in 28 giorni ho raccolto 30mila euro. E così è cominciata una nuova vita. Non solo, mi arrampico ancora, la mia prima passione, ma mi sono voluto avvicinare alla nuova disciplina della velocità». E nel giro di pochi mesi Andrea Lanfri ha corso davvero tanto. Al Grand Prix di Grosseto di un mese fa, alla prima gara sui 100, ha siglato il record italiano T43 sui 100 con 13’’06 e sui 200 con 27’’57. Ma per l’accesso agli Europei non bastava, serviva andare sotto i 13’’ e i 27’’. «Così ci ho riprovato a Nembro realizzando 12’’72 e 25’’70 . Poi la storia meravigliosa di questi Campionati Europei» conclude Andrea che lavora come impiegato in una cooperativa del turismo ,ma che dedica gran parte della sua giornata alla corsa. «Dedico questa maglia a tutti coloro che mi sono stati vicini».

Andrea saluta e corre verso il futuro.

Paolo Pighini