Aborto, ancora polemiche. Il sindaco: "Su di me solo odio". Pd: "Dissuasione paternalistica"

Vivarelli Colonna minaccia querele: "Vogliono distorcere il mio pensiero. Adesso basta". Intanto 56 amministratrici Dem affermano: "Con questa sua scelta ci offende soltanto".

Aborto, ancora polemiche. Il sindaco: "Su di me solo odio". Pd: "Dissuasione paternalistica"

Aborto, ancora polemiche. Il sindaco: "Su di me solo odio". Pd: "Dissuasione paternalistica"

"Non sono anti abortista. Su di me campagna politica di odio. Denuncerò per diffamazione aggravata chiunque voglia distorcere il mio pensiero". Inizia così Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto. "C’è chi ha volutamente distorto le mie affermazioni per attaccarmi politicamente – ha aggiunto –. Adesso la misura è colma. Chiederò idonei risarcimenti. E devolverò tutto il ricavato per potenziare il lavoro dei consultori che sostengono le donne". Poi chiude: "Riguardo la parte più controversa della proposta di modifica della legge 194, che ho sostenuto, cioè l’obbligo di far ascoltare il battito del feto alla donna che intende avvalersi del diritto d’interrompere la gravidanza, comprendo che a molti possa sembrare eccessiva: è così anche nella mia visione. E infatti penso proprio che sarà rivista. Ma il punto non è quello. Occorre aprire un dibattito – chiude – le donne non possono più essere lasciate sole. La legge 194 va applicata al meglio, non solo in parte. E, dove necessario, rimodulata. Sempre fermo restando il diritto della donna. Sempre senza dare spazio a pratiche che potrebbero essere vissute come lesive della sua dignità e del suo travaglio interiore". Ma la polemica non si ferma. Sono 56, tra amministratrici e appartenenti alle Commissioni Pari opportunità e al contempo iscritte al Pd, coloro che hanno firmato un documento. "Non possiamo che indignarci di fronte alla dichiarazione del sindaco – affermano – che ha firmato la proposta di legge di iniziativa popolare per la modifica l’articolo 14 della legge 194. Siamo di fronte a una crudele volontà di dissuasione paternalistica, come se le donne fossero incoscienti. No grazie. Le donne sono consapevoli delle loro scelte spesso molto dolorose. L’interruzione volontaria di gravidanza è un diritto acquisito, sostenuto anche da un referendum popolare, raggiunto grazie alle battaglie di tantissime donne, e tantissime donne hanno continuato a difenderlo in tutti questi anni". Poi chiudono: "Le donne hanno il diritto di autodeterminarsi. Devono essere libere di scegliere se interrompere una gravidanza e hanno il diritto di poterlo fare nelle strutture pubbliche del nostro Paese. Quindi la legge non va indebolita anzi va applicata. La legge 194 ci ha permesso di contrastare gli aborti clandestini, pericolosi per la vita e per la salute delle donne. Non accettiamo che le donne vengano giudicate o si sentano giudicate quando decidono di interrompere una gravidanza. Un sindaco dovrebbe rappresentare tutta la propria comunità, incluse le donne e con questa sua scelta il sindaco ci offende e basta".