Registra un trend negativo la ristorazione follonichese nel dopo covid. O comunque non soddisfacente per i ristoratori abituati in questo periodo dell’anno a ben altri numeri. "Il giro di affari è ridotto di un terzo" dice Riccardo Ardiccioni, titolare della Lanterna, uno dei ristoranti storici della città, a metà fra il mare e la stazione ferroviaria. "Il trend è negativo perché è concentrato nel fine settimana e soprattutto il sabato sera quando siamo costretti a mandare via le persone perché non abbiamo tavoli". "I primi 15...

Registra un trend negativo la ristorazione follonichese nel dopo covid. O comunque non soddisfacente per i ristoratori abituati in questo periodo dell’anno a ben altri numeri. "Il giro di affari è ridotto di un terzo" dice Riccardo Ardiccioni, titolare della Lanterna, uno dei ristoranti storici della città, a metà fra il mare e la stazione ferroviaria. "Il trend è negativo perché è concentrato nel fine settimana e soprattutto il sabato sera quando siamo costretti a mandare via le persone perché non abbiamo tavoli". "I primi 15 giorni di giugno non abbiamo fatto quasi niente – spiega Ardiccioni – è andata meglio la seconda metà del mese ma siamo comunque ad un meno 20-30% di clienti e di entrate rispetto all’anno scorso". E la differenza la fa anche la collocazione del ristorante. "Sul mare si lavora di più rispetto all’interno ma comunque c’è poco giro". Riccardo Ardiccioni si riferisce al ristorante del fratello Stefano, che ne gestisce due, uno fronte mare e l’altro al Tahiti. "Mancano gli stranieri – spiega Riccardo –. Noi si lavora molto con loro e con gli ospiti del villaggio svizzero. E quest’anno sono proprio loro a mancare". Un’altra fetta di incassi Ardiccioni li deve ai turisti che arrivano dal Lazio e dal nord Italia. Sono soprattutto veneti, piemontesi e lombardi ad assicurare le maggiori entrate in periodi normali. E la normalità nel dopo emergenza covid ancora non si è raggiunta. Ardiccioni guarda all’inverno. Teme che sia una stagione di limitazioni, non tanto per una eventuale recrudescenza del virus, quanto per mancanza di soldi. "Non tutti quelli che facevano lavori stagionali potranno essere riassunti e chi sta lavorando non lo fa a tempo pieno – spiega -. Questo comporterà meno entrate e quindi meno soldi da spendere durante l’inverno, non solo per andare al ristorante ma anche per fare acquisiti nei negozi. Un problema che riguarderà anche i datori di lavoro". Ardiccioni dice di voler pensare in termini positivi, nonostante tutto. "Se non ci sarà giro ci converrà stare chiusi durante la stagione invernale - dice Ardiccioni -. Comunque voglio pensare positivo. Il trend attuale è meglio di quello che noi operatori ci aspettavamo qualche mese fa". I tavoli del suo ristorante sono calati del 30% per rispettare le norme anticontagio. Nei prossimi giorni ne aggiungerà 6 all’esterno, grazie alla delibera firmata dal commissario Alessandro Tortorella che permette di ampliare la superficie dei ristoranti e dei bar utilizzando il suolo pubblico gratuitamente. Quest’anno Ardiccioni ha assunto meno personale. "Adesso ho 7 dipendenti, più uno che uso extra quando ho più affollamento. Due persone non ho potuto riprenderle".

Angela D’Errico