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Alla scoperta della cultura orientale in Toscana

Merigar ad Arcidosso è la culla della cultura tibetana. Tante iniziative

Ultimo aggiornamento il 23 luglio 2018 alle 13:32
Merigar

Arcidosso (Grosseto), 23 luglio 2018 - Merigar è magia sin dal suono del suo nome, che letteralmente significa “residenza della montagna di fuoco”. Sulle pendici del Monte Amiata, dal 1981, questo colle dalla vista mozzafiato, immerso nella natura e nel silenzio, impreziosito da stupendi monumenti della cultura tibetana, ha richiamato migliaia di visitatori, attratti dall'antica saggezza tibetana, portata a Merigar dal Maestro Chogyal Namkhai Norbu.

A Merigar si pratica yoga, si danza, si compiono escursioni naturalistiche e culturali, si scoprono i benefici della meditazione. Per tutti coloro che non sono mai stati a Merigar, luogo incantevole non distante da Roma, oppure che vogliono approfondirne la conoscenza, sono state concepite free class e benvenuti a Merigar, dal programma intenso e affascinante. Durante tutta l’estate, una volta al mese, il 29 luglio e il 5 agosto, si terrà il “Benvenuti a Merigar”, una visita guidata di circa 2 ore per conoscere e scoprire le meraviglie di questo posto unico, il centro principale della Comunità Dzogchen in Europa; dal 23 giugno in poi, per tutta l’estate, “Free class a Merigar!”, ogni settimana un’opportunità per avere un primo contatto con le attività della Comunità Dzogchen, gli appuntamenti di un’ora sono a partecipazione libera e gratuita.

Infine sarà possibile visitare il primo Museo di Arte e Cultura Orientale (Maco), inaugurato il 10 dicembre 2016 e situato nel Palazzo settecentesco della ex Cancelleria, parte del complesso medievale del Castello Aldobrandesco. Il Museo di Arte e Cultura Orientale è un progetto ideato dal Professor Namkhai Norbu, studioso di fama mondiale, presidente della Comunità Dzogchen Internazionale, della Fondazione Shang Shung, di ASIA Onlus e autore di oltre 250 pubblicazioni.

La ricca collezione del Museo è stata raccolta dal Professor Namkhai Norbu ed è costituita da: opere d’arte, oggetti di artigianato e di costume, oggetti votivi di notevole valore culturale ed etnografico, importanti fondi documentari e documenti riguardanti le sue ricerche e gli studi sulla cultura himalayana e centro asiatica. La collezione è sistemata ed esposta lungo un percorso sensoriale, attraverso 9 gallerie tematiche, che conduce il visitatore in diverse realtà culturali ed etnografiche, mediante pannelli, video, installazioni multimediali e interattive, paesaggi sonori. Il museo esplora svariati temi legati all'ambiente e alla conservazione del patrimonio multiculturale, quali la preservazione dell’antica civiltà tibetana, comunicandone il valore e la storia dell'incontro e dell'interazione tra l’occidente e i diversi popoli orientali.

Un'immersione a 360 gradi in tutte le attività creative e naturalistiche di questa comunità, per trasportare nella nostra quotidianità, la capacità di godere dei frutti sorprendenti d'una sapienza millenaria, da sempre attenta al rispetto della natura.

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