Orbetello (Grosseto), 6 settembre 2018 – La terrazza sulla Laguna di Orbetello della Polveriera Guzman si trasforma in palcoscenico per tre serate di grande musica. Da venerdì 7 a domenica 9 settembre Roberto Gatto New Quartet, Gegè Telesforo e New Talents Jazz Orchestra ft Javier Girotto saranno gli ospiti dell'Orbetello Jazz Festival. Sarà una festosa street parade a dare il via venerdì 7 settembre alla seconda edizione della rassegna voluta dal Comune di Orbetello con la direzione artistica di Paolo Rubei dell’Alexanderplatz Jazz Club di Roma, organizzata in collaborazione con la Proloco. Protagonisti i giovanissimi della Syb – Young Street Band, che alle 18 porteranno la propria musica in ogni angolo del centro storico. Sarà poi, alle 21.30, il sound elegante e raffinato del Roberto Gatto New Quartet ad appassionare il pubblico della meravigliosa terrazza sulla Laguna della Polveriera Guzman. Roberto Gatto è uno dei musicisti più rappresentativi e fecondi del jazz italiano. Qui si presenta come leader di un quartetto formato da giovani e talentuosi compagni di palco, tra cui due premi Top Jazz, con cui propone un viaggio musicale pieno di ritmo che alterna brani originali a firma di diversi autori a quelli della miglior tradizione jazz e swing. Con Gatto alla batteria si esibiscono Alessandro Lanzoni al piano, Alessandro Presti alla tromba e Matteo Bortone al contrabbasso. Durante il concerto gli spettatori vedranno nascere dal vivo un’opera figurativa di grandi dimensioni grazie al live painting del maestro Marco Filippetti.

Il festival prosegue sabato 8 settembre con GeGè Telesforo e il suo progetto “Soundz for Children”. Al suo fianco Seby Burgio al piano, “Fratello” Joseph Bassi al contrabbasso, Michele Santoleri alla batteria. Special guest Max Ionata al sassofono. Gran finale domenica 9 settembre con la New Talents Jazz Orchestra, energica big band di diciassette elementi diretta da Mario Corvini con ospite il sassofonista e compositore argentino Javier Girotto. Abbiamo intervistato il grande Gegè Telesforo, cantante, musicista e produttore.

Gegè, a Orbetello porterà band e ritmica rodate, con un ospite speciale.

“Sì. Sarà un concerto di musica originale, scritta nell'arco degli ultimi anni e inserita in varie produzioni discografiche per il mercato internazionale. L'amico Max Ionata è uno dei sassofonisti più apprezzati al mondo. Siamo una band che suona con piacere e entusiasmo. Di sicuro ci divertiremo e spero che anche il pubblico si diverta”.

Il concerto è dedicato al progetto Soundz for Children, di cui lei è inventore e promotore. Di cosa si tratta?

“L'obiettivo del progetto è rimuovere tutti gli ostacoli socio-culturali che impediscono un armonioso sviluppo psico-fisico dei bambini attraverso la musica. Quattro anni fa, cercavo di organizzare eventi musicali in favore di Unicef Italia. Ebbi come una folgorazione. Iniziai a pensare alla musica nei suoi valori sociali e culturali. Ho elaborato il progetto che è piaciuto a Unicef: prima di diventare operativo ha avuto una lunga gestazione e una fase di sperimentazione sul campo. Alla fine si sono tutti convinti che la musica è un linguaggio universale che abbatte ogni barriera. In una società che tende a dividere, la forza della musica sta nel suo potere di coesione. Il progetto è diventato una priorità per Unicef e, durante il concerto all'Aquila di domenica 2 settembre, ne ho parlato con il mio amico e collega Paolo Fresu, anche lui molto impegnato nel sociale. Abbiamo dedicato tutta la vita alla musica da professionisti e adesso la nostra battaglia sarà riportare la musica nelle scuole per farne apprezzare i valori oltre che gli aspetti di intrattenimento”.

Una grande amicizia la lega ad Arbore…

“Uno dei miei più grandi amici, è stato fondamentale per la mia formazione. Con lui ho imparato a vivere da artista. E questa è una cosa che non si può dimenticare. Di fatto adesso è rimasta una fantastica amicizia perché non lavoriamo più insieme da un po' di tempo. Anche se con grande dispiacere, ho dovuto lasciare l'Orchestra Italiana per dedicarmi alla mia musica e alle mie produzioni, Radio24, Rai5...”.

Se potesse salire sulla macchina del tempo, quale musicista jazz del passato le piacerebbe incontrare?

“Mi basterebbe vivere una settimana a metà degli anni Cinquanta a New York. Erano tutti in attività, i più grandi jazzisti storici accanto a quelli che al tempo erano i contemporanei. Sarebbe bellissimo farci un film”.