Firenze, 26 ottobre 2017 - In un mercato globale sempre più competitivo è necessario creare una rete di saperi, in grado di rispondere alle esigenze aziendali, oggi ancora più complesse. Spesso tra idea innovativa, reperimento delle risorse e introduzione sul mercato c' è un gap incolmabile ed è per questo, che lo scorso gennaio nasce Dive Group. Una società unica nel suo genere, formata da professionisti nel ramo scientifico, aziendale e finanziario che hanno deciso di esportare l'innovazione made in Italy, in collaborazione anche con il mondo universitario della ricerca e sviluppo.

E’ italiano, infatti, il “Pannel Plus”, il prodotto nanotecnologico nato dalla collaborazione tra Università di Bologna e Dive – Spring of Innovation, la prima società in Italia per il trasferimento tecnologico, nata dalla partecipazione di capitali di Paesi in quattro continenti (Italia, Cina, USA e Nigeria). La società attualmente ha sede a Firenze, ma il management è già pronto ad aprire una sede operativa anche in provincia di Livorno.

“Dive Group è nata dalla necessità di generare l’anello mancante di congiunzione tra competenze scientifiche e manageriali, creando un legame forte con il mondo della finanza ed il mercato”, dice Giovanni Baldi, presidente esecutivo della società, ed aggiunge: “Oltre 20 anni di esperienza nel settore dell’innovazione e dell’industrializzazione di processi innovativi, ci hanno dato la consapevolezza che l’Italia eccelle per capacità di innovare. Le innovazioni, le invenzioni, seppur brillanti, restano tuttavia nei cassetti della ricerca, senza la possibilità di avvicinarsi al mercato e di generare prodotti competitivi e, soprattutto, posti di lavoro stabili.

“Aiutare il nostro Paese, questa la nostra vision primaria. Con Pannel Plus vogliamo affrontare e risolvere il problema del soiling, cioè la diminuzione di efficienza degli impianti fotovoltaici causata dall’inquinamento ambientale”, sostiene Nicola Cazzetta, CEO della società. “In Italia si stima ogni anno una perdita enorme per effetto dell’inquinamento che si deposita sui pannelli solari. Un valore che può andare anche ben oltre i 100 milioni di euro all’anno. Risolvere il problema significa lavorare sull’efficienza ed aumentare la capacità industriale ed economica del nostro sistema paese”.

Massimo Masetti, consigliere delegato alla divulgazione tecnico-scientifica di Dive Group, cintinua: “Lo studio, inizialmente teorico e focalizzato sulla sintesi di fotocatalizzatori ad elevata efficienza, ha quasi subito sposato il tema delle energie rinnovabili grazie all'intuizione di Norberto Roveri, presidente onorario di Dive Group e professore ordinario presso il Dipartimento di chimica all’Università di Bologna, e del suo team di ricerca. L’intensa attività di Dive Group oggi ci permette di parlare con orgoglio di innovazione scientifica e di solidità industriale”.