Firenze, 11 marzo 2018 - "Dovevamo tornare a giocare, dovevamo rompere il ghiaccio, anche su tutto non tornerà come prima. La figura di Davide era troppo presente, troppo centrale e abbiamo il dovere di portare avanti i suoi insegnamenti. Lui era sempre positivo e credeva che fosse la strada giusta. Ora il nostro impegno è portare avanti tutte le cose che abbiamo fatto insieme a Davide. Davide ha trasmesso dei valori, era una persona che chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva non apprezzarlo. Ora dipenderà da noi. Lui metteva il massimo nella propria professione con serietà e serenità".

Stefano Pioli ha vissuto una settimana "che non auguro a nessuno", in cui, pur devastato dal dolore per la scomparsa di Astori, ha cercato di fare da padre al resto della squadra. "Per i ragazzi sono un punto di riferimento, ognuno vive il proprio dolore in modo unico e ho cercato di stare loro vicino. Se prima eravamo un gruppo unito, ora lo siamo ancora di più, compattezza e coesione ci aiutano ad andare avanti".

Il compito della Fiorentina è ora "portare avanti l'eredità di Astori e far sì che il suo ricordo sia sempre presente in noi. Mai come adesso si è visto un ambiente compatto e così unito e coeso. Ora dobbiamo dimostrare di voler bene davvero alla Fiorentina". E non sembra un caso che a segnare il gol della vittoria sul Benevento sia stato Vitor Hugo con la maglia numero 31, il 13 di Astori letto al contrario. "Bisogna pur credere a qualcosa nella vita ed è giusto che andasse così".