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16 giu 2022

Giù le mani dal Mondiale in Mugello. Contratto già firmato fino al 2026

Il numero uno di Dorna aveva annunciato riflessioni in merito a due gran premi in Italia per il prossimo anno

16 giu 2022
riccardo galli
Sport
Francesco ’Pecco’ Bagnaia, vincitore dell’ultimo Gp in Mugello; in alto, Ezpeleta
Francesco ’Pecco’ Bagnaia, vincitore dell’ultimo Gp in Mugello
Francesco ’Pecco’ Bagnaia, vincitore dell’ultimo Gp in Mugello; in alto, Ezpeleta
Francesco ’Pecco’ Bagnaia, vincitore dell’ultimo Gp in Mugello

Firenze, 17 giugno 2022 - Nessuno tocchi il Mugello 2023. Anche stride e non poco il fatto che il concetto in questione – obiettivamente – dovrebbe ripeterlo proprio chi, al contrario, un paio di giorni fa ha messo un’ombra su quello che si potrà fare con il Motomondiale dalle parti del Mugello e anche a Misano. Pochi spettatori, qualche critica all’organizzazione dell’evento e così Carmelo Ezpeleta, numero uno di Dorna – la società che possiede e produce lo spettacolo del Motomondiale – ha fatto capire che nel 2023, quindi già il prossimo anno, l’Italia rischierebbe di ospitare uno e non più due Gp. Traduzione: uno fra il Mugello e Misano potrebbe restare a secco.

Possibile? Punto primo: è chiaro che una soluzione (scelta) di questo tipo, se presa unilateralmente può di fatto anche prendere corpo. Punto secondo (e qui la questione si fa decisamente più complicata): il Mugello, proprio come Misano, ha da poco rinnovato l’accordo proprio con Dorna, ’acquistando’ l’organizzazione della gara fino all’anno fino al 2026. Dunque, Mugello Circuit nelle figura del numero uno Paolo Poli e proprio Dorna, hanno firmato un contratto che prevede la disputa del Gp d’Italia ancora per 4 mondiali. E sul contratto, ovviamente, sono scritte quelle penali da versare alla controparte nel caso l’impegno venisse meno.

Il concetto, in altra parole, è questo: se Dorna decidesse in modo unilaterale di annllare l’evento, il Mugello (di proprietà della Ferrari) dovrà essere risarcito dalla penale per il mancato rispetto dell’accordo.

Ma proviamo a rileggere gli spunti che hanno acceso i riflettori sulla vicenda: il calo di spettatori. Quanto accaduto in occasione del Gp d’Italia è comunque lo specchio di come il mondo del motociclismo stia soffrendo la ripartenza post-pandemia accompagnata dallo choc della prima stagione senza Valentino Rossi.

Dopo le tappe intercontinentali, quelle d’inizio stagione, dove il dato del pubblico pagante è irrilevante per i parametri dell’affare MotoGp, lo sbarco in Europa del circo delle due ruote ha registrato cali di presenze massicci sia nelle due tappe corse fino ad oggi in terra di Spagna (Jerez e Barcellona), sia e soprattutto in Portogallo, dove il venerdì e il sabato del Gp furono segnati da un deserto impressionante. Unica tappa in controtendenza, la Francia. A Le Mans il pubblico c’è stato. Merito del campione del Mondo in carica, Quartararo e del funambolo Zarco. Piloti d’Oltralpe e quindi capaci di riaccendere un’attenzione che altrove (ovunque e quindi anche al Mugello) il dopo Vale, inevitabilmente, ha picchiato duro.

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